Chiesa del Purgatorio.


Il terreno, posto fuori le mura del castello (ormai distrutto), su cui sorge la Chiesa del Purgatorio fu originariamente un terreno comunale acquistato da Julio de Luca nel 1613 (per il prezzo di 600 ducati) e successivamente ceduto, nel 1642, dai figli dello stesso, Francesco Antonio de Luca e Alfonso de Luca a Vespasiano Vulpicella, il quale aveva manifestato la volontà di edificarvi una chiesa denominata Santa Maria Consolatricis Afflittorum, alla presenza del Vescovo Fra Giacinto Petronio. Il 6 dicembre 1667 la chiesa fu consacrata dal Vescovo Francesco De Marinis.
La chiesa del Purgatorio, dedicata a Santa Maria Consolatrice degli Afflitti, fu edificata a partire dal 15 agosto 1643, giorno della Assunzione della Beata Vergine Maria, per volontà del sacerdote Vespasiano Vulpicella, su un terreno denominato "delli Torrionj", acquistato l'anno prima (22 agosto 1642). Nei pressi dello stesso terreno, adiacente alla Chiesa, furono costruiti degli stabili ad uso bottegha e una abitazione. La Chiesa fu costruita in pietra locale e i lavori durarono almeno fino al 1655 e consacrata il 6 dicembre del 1667, presenta una magnifica facciata in stile tardo-rinascimentale, su cui si apre un unico portale di ingresso, fiancheggiato da quattro statue collocate in nicchie dei Santi: Pietro, Stefano, Paolo e Lorenzo. Sulla sommità della facciata, ai due lati, vi sono le statue di San Gioacchino e Sant’Anna. L’interno era originariamente impostato su pianta greca, la quale è stata poi trasformata in latina. Originariamente la chiesa impostata su pianta a Croce greca, possedeva 3 altari, di cui il centrale dedicato a Santa Maria consolatrice degli Afflitti, l'altare sinistro dedicato a San Giuseppe e l'altare destro dedicato agli Angeli Custodi. All'interno del tempio sono custodite tele di Bernardo Cavallino (XVII secolo) e di Corrado Giaquinto oltre che la statua dell'Addolorata (che viene recata in processione il venerdì di Passione) e le sei statue in cartapesta, tutte opere dello scultore cittadino Giulio Cozzoli, culminanti nello struggente gruppo della cosiddetta Pietà, che vanno in processione il Sabato Santo.
Il fascino di questa Chiesa è dovuto sicuramente al culto particolarmente partecipato che ispira la presenza delle statue dell'Addolorata e soprattutto della Pietà (ispirata da quella più famosa del Michelangelo) che è il fulcro della processione in cui culminano, il Sabato Santo, le celebrazioni della Settimana Santa, prima della Veglia Pasquale.

Il 20/2/1763 viene riconosciuta l'Arciconfraternita di S. Maria del Pianto detta della Morte dal Sacco Nero. Sorta il 26 aprile 1613 opera presso la chiesa del Purgatorio.

(Ringraziamo Gegè Gad Luigi Gadaleta per aver concesso queste bellissime foto).
(Cliccare sulle immagini per ingrandirle).

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