Via Rosa Picca.


Durante il sacco di Molfetta del 18 Luglio 1529, si racconta di una donna, chiamata Rosa Picca che, per preservare il proprio onore dalle voglie di un capitano francese preferì la morte lanciandosi nel vuoto, da un tetto di uno stabile della città vecchia. Durante il sacco di Molfetta, la città fu messa a ferro e fuoco dal principe Caracciolo ed i suoi soldati al comando del barone di Macchia e i soldati comandati da Federico Carafa. Nonostante la valorosa resistenza di Ferdinando di Capua e dei suoi fedelissimi, la città fu invasa dai francesi. Il comandante Ettore Carafa e il barone di Macchia furono comunque uccisi dai popolani con alcuni sassi lanciati dai tetti degli stabili. Queste morti provocarono le ire degli occupanti che per tre giorni misero a ferro e fuoco la città, dal 18 al 20 Luglio 1529, provocando ingenti danni e circa 1000 morti tra i popolani.
A quei tempi ( 1500 circa ) la città di Molfetta contava circa 5000 abitanti e la vita di tutti i giorni era caratterizzata da molta semplicità e povertà all'interno delle mura realizzate a protezione del paese. L'affermarsi dei poteri signorili portò a una netta distinzione fra chi esercitava il potere e chi lo subiva. Al concetto di nobiltà è connesso il concetto di cavalleria. I cavalieri, di origini sociali diverse, erano specialisti della guerra che aiutavano i signori nell'esercizio del loro dominio. Il suono delle campane segna l’inizio della giornata, per tutti gli abitanti, con la prima alle sei di mattina. Le strade cittadine iniziano ad animarsi, animali domestici scorrazzano indisturbati, gli artigiani e i mercanti espongono la loro mercanzia, gran parte dei lavori si svolgono all’aperto, le botteghe comunicano con la strada e così le case. Molte mercanzie erano vendute all'aperto e sempre all’aperto si ascoltavano le parole dei predicatori. Avventurarsi per una strada esterna alle grandi mura di cinta significava, sopratutto durante le ore serali, mettere a rischio la propria vita. Il mondo del lavoro non era così competitivo come quello di oggi, e la solidarietà tra lavoratori o membri di uno stesso quartiere era molto sentita e quando si era in difficoltà ci si aiutava molto.
Per quanto riguarda via Rosa Picca a Molfetta, furono costruite le prime abitazioni già a partire dal 1850 circa. In zona nel 1780, ivi esisteva già il Casino della famiglia Candida (Largo Paradiso, n. civico 5).
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Molfetta nel passato.

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