Molfetta

Il semplice amore per la città di Molfetta ci ha portato alla realizzazione di questo semplice diario di ricordi. Un piccolo omaggio per valorizzare la nostra Città.

Molfetta (Melfétte in dialetto locale) è un comune italiano di circa 60 mila abitanti della città metropolitana di Bari, in Puglia, Italy. È il comune non capoluogo più popoloso a nord di Bari. La città, che sorge 25 km a nord-ovest di Bari, sulla costa del mare Adriatico, ha sempre avuto un rapporto simbiotico con il mare.
Tuttavia il territorio, pur non molto esteso, ha avuto una vocazione prevalentemente agricola, almeno fino al termine del XX secolo, prima cioè che vi trovasse insediamento una vasta zona industriale (ASI), ancora in fase di ampliamento.

La campagna, infatti, prevalentemente coltivata a uliveto spesso misto a mandorleto e con rari appezzamenti in cui fino agli anni sessanta si coltivava la vite, si è lentamente trasformata. Da alcuni decenni si sono diffuse la floricoltura (in serre) e la coltivazione in serra anche degli ortaggi mentre vaste aree costiere, specialmente verso Bisceglie, da oltre un secolo coltivate a orto, stanno inesorabilmente mutando la propria destinazione, sia sotto la enorme pressione che l'imprenditoria edile esercita sul territorio, sia alla luce delle inevitabili trasformazioni che il piano per il nuovo porto, avviato nella primavera del 2008, comporterà.


Riconosciuta e popolare per la cittadinanza è la festa patronale della Madonna dei Martiri che si tiene l'8 settembre con la tradizionale sagra a mare, come anche le suggestive processioni della Settimana Santa di Molfetta, che ripercorrono le tappe simboliche della Passione di Gesù Cristo.
I luoghi di maggiore attrazione in occasione delle festività religiose sono il Duomo vecchio, il centro storico, la Cattedrale, la Basilica della Madonna dei Martiri, le chiese di San Pietro, del Purgatorio e di Santo Stefano, mentre mete di rilassanti e tonificanti passeggiate sono lo storico porto e infine il Pulo di Molfetta, dolina carsica al cui interno e nei cui pressi sono stati trovati, sin dai primi scavi condotti dal 1900 in poi, reperti archeologici che testimoniano di una presenza antropica risalente al neolitico.
Tali reperti sono raccolti nel Museo Archeologico del Pulo, che attende da tempo di essere aperto al pubblico, nella nuova sede dell'ex Lazzaretto. (Da Wikipedia - l'enciclopedia libera).


Il territorio molfettese risulta abitato sin dalla Preistoria. A questa fase risalgono, infatti, gli insediamenti più antichi, necropoli e tracce di capanne, rinvenuti nell'area circostante alla città (fondo Azzollini e viciniori) e presso il sito archeologico-naturalistico del Pulo, dolina carsica "di crollo" a circa un chilometro e mezzo dal centro urbano.

L'origine della città vera e propria risale presumibilmente all'era romana. Alcuni ritrovamenti fanno pensare all'esistenza di un villaggio di pescatori già intorno al IV secolo a.C. Questa ipotesi sembra essere plausibile, dato che, per la sua posizione, il villaggio offriva un ottimo approdo per il commercio di Rubo (Ruvo di Puglia). La prima indicazione dell'esistenza di un villaggio tra Turenum (Trani) e Natiolum (Giovinazzo) è piuttosto tarda e si ritrova nellItinerarium Provinciarum Antonini Augusti, iniziato nel 217 d.C.. Questo luogo era denominato Respa, probabilmente un'erronea trascrizione del toponimo Melpha. Il 9/2/1898 Molfetta viene illuminata da luci elettriche.
21/3/1859 si inaugura a Molfetta il servizio pubblico telegrafico.

Il primo documento ufficiale che attesta l'esistenza di Molfetta risale al 925. Questo atto riferisce di una "civitas" denominata Melfi. L'iniziale borgo era situato su una penisola chiamata Sant'Andrea. L'antico villaggio si sviluppò ulteriormente sotto l'alterno dominio dei Bizantini e dei Longobardi. Nel 988 i saraceni distrussero alcuni casali situati nell'entroterra molfettese. Passata sotto il dominio dei Normanni, la città fu occupata, forse nel 1057, da Pietro, figlio di Amico (I) Conte di Trani, avversario di Roberto d'Altavilla detto “il Guiscardo”. Fu lo stesso Guiscardo a cacciare Pietro e occupare Molfetta fra il 1057 e il 1058. Nel 1066 Conte di Molfetta era Gozzulino (de la Blace o de Harenc), suocero di Amico (II). Nel periodo 1073-93 Amico (II) fu signore di Molfetta, anche se ancora per diverso tempo (sino al 1100) la città restò sotto l'influenza bizantina. Nell'ottobre del 1100 Goffredo, figlio di Amico (II), era dominus (= signore) di Molfetta.

Tra la fine del 1133 e la primavera del 1134, Molfetta fu concessa da re Ruggero II a Roberto (I) di Basunvilla, suo cognato. Alla morte di quest'ultimo, avvenuta prima del 1142, Roberto (II) di Basunvilla, figlio di Roberto (I) e di Giuditta, sorella di Ruggero II, divenne il nuovo signore di Molfetta. A Roberto (II), morto il 15 settembre del 1182, subentrò (sino al 1187) sua sorella Adelasia. Successivamente, Molfetta, appartenente alla contea di Conversano, entrò a far parte del demanio fino al 1190, anno in cui la stessa (contea) fu concessa a Ugo Lupino. Dopo la sua morte, avvenuta intorno al 1197-98, non lasciando eredi diretti, l'imperatrice Costanza, durante la sua reggenza del regno (dal 29 settembre 1197 al 28 novembre 1198, giorno della sua morte), infeudò Molfetta nel regio demanio. La scomparsa dell'imperatrice e la minore età di Federico II crearono una situazione che, artatamente, ricondusse Molfetta nella contea di Conversano, allora amministrata (dal 1207) “ad interim” da Ruggero de Piscina, nipote del defunto Berardo (I) di Celano già Conte di Conversano. Solo dopo il dicembre del 1220 Federico II si riprese Molfetta, già dichiarata città regia o demaniale da sua madre Costanza.

Nel periodo 1348-52 la città appartenne a Giovanni Pipino, nobile barlettano, conte di Minervino e palatino di Altamura. Nel 1353 Luigi di Taranto concesse Molfetta a suo fratello Roberto d'Angiò, principe di Taranto. Con la scomparsa di Luigi di Taranto e di Roberto d'Angiò, grazie a una bolla di papa Urbano V, in data 25 aprile 1365, Molfetta ritornò città demaniale. Nel 1383, Carlo III di Durazzo, divenuto re di Napoli dopo la morte di Giovanna I, donò la signoria di Molfetta a Giacomo del Balzo, principe di Taranto. L'anno successivo, Giacomo morì e non avendo ricevuto figli, il Principato di Taranto passò a suo nipote Raimondo del Balzo Orsini. In questo periodo la Puglia era teatro di lotta tra i due rami della famiglia angioina, il durazzesco (Carlo III di Durazzo) e il provenzale (Luigi I d'Angiò). Molti signori locali approfittarono di questa situazione. Uno di questi fu il principe di Taranto Raimundus de Baucio de Ursinis dictus dominus Raimundus. Raimondo parteggiò prima per Carlo III di Durazzo, ma poi passò sotto la bandiera di Luigi I d'Angiò. Alla morte di Luigi I d'Angiò (15 settembre 1384), Carlo III rimase il legittimo re di Napoli, ma anch'egli, all'inizio del 1386, mori assassinato. La lotta per la successione al trono che ne seguì indusse Raimondo ad approfittare di questa ennesima confusione, tanto che egli, o nel medesimo anno (1386) o nel successivo 1387, poté fregiarsi del titolo di "Signore" di Molfetta.

Il 24 aprile del 1399, re Ladislao concesse alla città l'istituzione di una fiera franca da tenersi dall'8 al 15 settembre di ogni anno. L'8 settembre dello stesso anno (1399) il Signore di Molfetta (Raimondo) e il Vescovo di Molfetta (Simon Alopa) presenziarono, forse, alla prima fiera cittadina (avvenimento non documentato, ma che trova conferma, pur in maniera indiretta, grazie alla presenza degli stemmi delle due eminenti personalità, affissi su una parete dell'atrio della Basilica della Madonna dei Martiri). Il 17 gennaio 1406 Raimondo del Balzo Orsini morì. Un anno dopo, il 23 aprile del 1407, re Ladislao si unì in matrimonio con Maria d'Enghien, vedova del predetto Raimondo, e incamerò tutti i beni del principato di Taranto.

Per diploma del 4 maggio 1416, nel quale fu riassunto il privilegio concesso dall'imperatrice Costanza e da suo figlio Federico II, la regina Giovanna II confermò Molfetta città demaniale.

Molfetta dall'XI secolo è sede vescovile. Ebbe commerci con altri mercati del Mediterraneo, tra cui Venezia, Alessandria d'Egitto, Costantinopoli, Amalfi e Ragusa (Croazia). Nel secolo XII, durante le Crociate, il passaggio dei pellegrini diretti verso la Terra Santa diedero alla città una certa rinomanza. Uno di questi pellegrini, Corrado di Baviera, divenne poi il patrono della città.

Con il passaggio del potere della città dai Durazzo agli Aragonesi, la situazione precipitò, in conseguenza dei difficili rapporti e dei contrasti tra francesi, spagnoli e italiani. Questa situazione portò a guerre e devastazioni in tutto il sud Italia, tra cui il "sacco di Molfetta" da parte dei francesi tra il 18 e il 19 luglio 1529. Questo episodio marcò notevolmente la città, ostacolandone la rinascita per lungo tempo.

Intanto, il 15 aprile del 1522, nella città di Bruxelles, l’imperatore Carlo V aveva ratificato la vendita delle città di Molfetta e Giovinazzo concordata per il prezzo di 50.000 ducati d’oro (per diploma del 5 aprile 1522) in favore di Ferdinando de Capua [d’Altavilla]. Il 3 ottobre del medesimo anno (1522), Carlo V aveva eretto in Principato la città di Molfetta e concesso a Ferdinando de Capua il titolo di Principe. Il 29 novembre 1523 Ferdinando de Capua era morto a Milano. Per testamento del 20 novembre Ferdinando aveva disposto erede universale sua figlia Isabella.

Dopo il Sacco di Molfetta, il 31 ottobre del 1530, Carlo V concesse l’assenso regio per il matrimonio da contrarsi tra Ferrante I Gonzaga (Mantova, n. 28 gennaio 1507 - Bruxelles, m. 15 novembre 1557) e Isabella de Capua. Nel maggio del 1531 i due erano già uniti in matrimonio. Ferrante I ebbe quattordici figli, di questi undici nacquero dalla moglie Isabella de Capua, i restanti due nacquero da relazioni extra matrimoniali.

Alla morte di Ferrante I, il principato di Molfetta (come pure la signoria di Guastalla) passò a suo figlio Cesare I (Palermo, n. 6 settembre 1536 - Guastalla, m. 17 febbraio 1575) che, nell’aprile del 1560, si unì in matrimonio con Camilla Borromeo (m. 6 settembre 1582), sorella del Cardinale Carlo Borromeo e del Conte Federico Borromeo. Cesare I ebbe quattro figli: due (Carlo e Ippolita) nati, forse, da relazioni antecedenti al matrimonio e due da Camilla, Margherita (Roma, n. 1562 - Guastalla, m. 14 giugno 1628) e Ferrante II (Mantova, n. 27 luglio 1563 - Reggiolo, m. 5 agosto 1630), che nel 1575 successe al padre nella contea di Guastalla sotto la tutela della madre.

Ferrante II nel 1587 sposò Vittoria Doria (n. 1569 - m. 1618 ca.), figlia di Gian Andrea (di Giannettino) Doria e Zenobia di Marc’Antonio Dei Carretto (o del Caretto). Il 10 settembre 1580 il principe di Melfi, Gian Andrea Doria, e Ferrante II sottoscrissero i capitoli per il matrimonio da contrarsi tra esso Ferrante II e Vittoria figlia del citato principe. La dote fu stabilita in 100.000 ducati. Il 22 giugno 1618 Vittoria Doria fece il suo testamento con il quale dispose erede universale tutti i suoi figli. Alla sua morte Ferrante II lasciò dieci figli, sei maschi e quattro femmine, avuti dal matrimonio con Vittoria Doria. Suo successore fu Cesare II (Mantova, n. 1592 - Vienna, m. 26 febbraio 1632). Nel 1612 sposò Isabella di Paolo Giordano Orsini duca di Bracciano, morta nel 1623 all’età di 25 anni. Quest’ultima (Isabella) diede alla luce due figli: Vespasiano (n. 8 settembre 1621 - m. 5 maggio 1687) e Ferrante III (n. 4 aprile 1618 - m. 11 gennaio 1678) che nel 1647 sposò Margherita d’Alfonso d’Este duca di Modena. Per testamento del 3 gennaio 1632 Cesare II istituì erede il primogenito Ferrante III.

Il Principe Ferrante II Gonzaga, pur avendo un vasto patrimonio, ebbe la sventura di soccombere al grave peso d’ingenti debiti. Tra i creditori del medesimo vi fu Vittoria Spinola, moglie di Giovanni Battista di Niccolò Doria e cugina di primo grado dell’anzidetta Vittoria Doria, moglie di Ferrante II. Vittoria Spinola, per atto redatto in Genova il 28 febbraio 1617, aveva prestato a Ferrante II 20.000 scudi d’oro. Ferrante II, inoltre, aveva preso in prestito anche molte decine di migliaia di ducati da suo suocero Gian Andrea Doria, da Agostino di Giacomo Doria (marito di Eliana di Goffredo Spinola) e da Gian Stefano Doria. Nel 1633 tutti i crediti citati erano vantati dal solo Gian Stefano Doria, come cessionario degli altri due. Il 10 novembre del 1633 fu redatto un atto tra il menzionato Gian Stefano e il principe Ferrante III nel quale si fece il conto delle somme, alle quali ascendeva il credito del primo contro del secondo, come erede del principe Ferrante II principale debitore.

Gian Stefano Doria, figlio dei coniugi Nicolò Doria e Aurelia Grimaldi, aveva sposato Ottavia Spinola, sorella di detta Vittoria Spinola moglie di Giovanni Battista Doria, fratello del medesimo Gian Stefano. Alla morte dei due fratelli Doria, Gian Stefano e Giovanni Battista, avvenuta senza lasciare discendenti diretti, le loro ingenti ricchezze furono ereditate dai nipoti ossia i figli delle loro sorelle: Luca Spinola (figlio di Maria di Nicolò Doria, moglie di Gaspare di Goffredo Spinola, nonché nipote di Eliana Spinola moglie di Agostino di Giacomo Doria) ed i fratelli Nicolò e Carlo Salvago (figli di Livia Doria, moglie di Enrico fu Acellino Salvago).
Giovanni Maria Spinola aveva sposato nel 1571 Pellina Lercari, figlia del doge di Genova Gio. Battista avendo poi in eredità una cospicua fortuna. Il figlio Gio. Battista (1575-1625) nel 1616 acquistò il ducato di San Pietro in Galatina per 92.000 ducati oltre a Soleto e Borgagne nel Salento. Il quartogenito di Gio. Battista, Gio. Filippo (1610-1660), sposando nel 1650 la nipote (figlia della sorella Pellina) Veronica Spinola, ereditò il titolo di principe di Molfetta acquistato dal suocero Luca Spinola per 170.000 ducati. Dal primogenito di Gio. Filippo, Francesco Maria (1659-1727) III Duca di San Pietro e principe di Molfetta, titoli e proprietà passano al figlio Gio. Filippo (1677-1753) e poi in successione ai tre nipoti Francesco Maria (1712-1754), Gio. Giuseppe (1714-1784) ed infine Maria Teresa che lo porterà alla famiglia milanese Gallarati Scotti avendo sposato nel 1741 Gio. Battista Gallarati Scotti.
Molfetta (BA): principato del ramo di San Pietro dal 1650 al 1784.
Il principe di Molfetta Gio Filippo Spinola : sepolto nell'Abbazia di S. Nicolo del Boschetto a Genova-Cornigliano / Uliano Bonzano.

Il 28 giugno 1635 comparve nella Gran Corte della Vicaria il principe Ferrante III, ove presentò istanza di voler ritenere la città di Molfetta, in virtù del credito riveniente da due doti matrimoniali: quella di sua madre, Isabella Orsini, e quella di Vittoria Doria, sua avola (= nonna), del valore di 100.000 ducati ciascuna, per un totale di 200.000 ducati. Somma che apparteneva interamente a Ferrante III, per la sua quota e come cessionario dei suoi zii Carlo, Vincenzo, Andrea, Giovanni e Francesco, figli di Vittoria Doria. Per  decreto del successivo 13 luglio dello stesso anno (1635) il Tribunale della Gran Corte concesse a Ferrante III la facoltà di ritenere la città di Molfetta dopo l'esecuzione di una perizia estimativa della stessa (città). In esecuzione di questo decreto si procedette all'apprezzo della città di Molfetta, operazione eseguita a cura del Tavolario, signor Felice di Riso, il quale, con sua relazione dell’8 agosto 1635, stimò il valore della nostra città pari a 102.971 ducati. Valore definitivo certificato e convalidato per altro decreto del 23 agosto 1635. Il 2 aprile del 1640 per atto rogato da notar Giovanni Francesco Poggio di Genova, il nobile Giacinto Biaggio, procuratore di Ferrante (= Ferdinando) III Gonzaga, vendette a Gian Stefano Doria, il quale nello stesso atto nominò suo nipote Luca Spinola, la città di Molfetta per 170.000 ducati, di questa cifra 161.219 ducati costituivano il debito del Gonzaga nei confronti del Doria. Il successivo 4 maggio 1640 Ferrante III Gonzaga ratificò l'atto di compra-vendita poc'anzi citato. In realtà, la vendita della città non trovò piena e immediata esecuzione perché il Regio Consiglio Collaterale in data 11 luglio 1640 sospese a Luca Spinola il possesso della stessa. Questa situazione fu risolta nel biennio 1643-44 ossia dopo l'impetrazione dell'assenso reale e la concessione dell'exequatur al regio assenso. Tuttavia, già in data 18 gennaio del 1641 è certificata la presenza a Molfetta del nobile genovese Francesco Benegassi (o Benigassi) in qualità di Agente, Vicario o Luogotenente Generale del signor Luca Spinola "utile signore e padrone della città".

Sette anni dopo l'acquisto della città, il 20 aprile dell'anno 1647, i coniugi Luca (n. 1597 ca. - Savona, m. 1657) figlio di Gaspare Spinola e Pellina (n. 1599 - Genova, m. 29 settembre 1670) figlia di Giovanni Battista Spinola, si recarono in visita a Molfetta. Assieme a loro giunsero Michele Imperiale, marchese d'Oria, e la consorte Brigida Grimaldi. Il seguente Lunedì dell'Angelo (22 aprile), in visita di cortesia al Principe, a Molfetta giunse il Preside della Provincia di Terra di Bari, Bernardino (di Diego) de Chignones (o de Quiñones), duca di San Manco (o Santo Mango, oggi San Mango Cilento).

Quattro anni dopo (1651), Giovanni Filippo Spinola, Duca di San Pietro in Galatina, genero di Luca Spinola (il 21 novembre 1650 aveva sposato la figlia Veronica, sua nipote), affittò al nobile genovese Francesco Benegassi gli introiti derivati da alcuni diritti che vantava sulla città di Molfetta, a iniziare dal 1º marzo 1652 e fino alla fine di febbraio del 1655, per il prezzo di ducati 4.400 in oro, per ogni singolo anno. Due anni dopo (1653) Giovanni Filippo Spinola rinnovo questo affittò a favore di Josepho Manzoni di Ancona per otto anni e per il prezzo di 7.000 ducati annui.

Con il trattato di Utrecht del 1714, che pose fine alla guerra tra Filippo V e gli stati d'Europa, il Regno di Napoli cessò di essere dominio spagnolo e divenne dominio austriaco. Iniziò così l'occupazione austriaca di Molfetta.

Dopo un avvicendamento di potere tra francesi e austriaci, la località seguì le vicissitudini dell'Italia unita. Nell'ottobre del 1860 infatti si tenne nella Piazza Municipio di Molfetta, il plebiscito per l'annessione del Regno delle due Sicilie al governo di Vittorio Emanuele II, il cui scontato esito decretò l'annessione del regno all'Italia unificata.

Assai grande fu il tributo di vite umane che la città pugliese dové subire durante la prima guerra mondiale offrendo alla patria il sacrificio di 500 concittadini, tra cui quello del maggiore Domenico Picca. Dopo alcuni mesi dall'inizio della guerra, la città subì un cannoneggiamento da parte di una unità della marina austriaca e successivamente subì un attacco aereo, che produsse alcune vittime fra la popolazione civile.

La campagna, infatti, prevalentemente coltivata a uliveto spesso misto a mandorleto e con rari appezzamenti in cui fino agli anni sessanta si coltivava la vite, si è lentamente trasformata. Da alcuni decenni si sono diffuse la floricoltura (in serre) e la coltivazione in serra anche degli ortaggi mentre vaste aree costiere, specialmente verso Bisceglie, da oltre un secolo coltivate a orto, stanno inesorabilmente mutando la propria destinazione, sia sotto la enorme pressione che l'imprenditoria edile esercita sul territorio, sia alla luce delle inevitabili trasformazioni che il piano per il nuovo porto, avviato nella primavera del 2008, comporterà.

Riconosciuta e popolare per la cittadinanza è la festa patronale della Madonna dei Martiri che si tiene l'8 settembre con la tradizionale sagra a mare, come anche le suggestive processioni della Settimana Santa di Molfetta, che ripercorrono le tappe simboliche della Passione di Gesù Cristo.

Molfetta (Melfétte in local dialect) is an Italian town of 60,338 inhabitants in the metropolitan city of Bari, in Puglia. It is the most populous non-capital town north of Bari. The city, which lies 25 km north-west of Bari, on the Adriatic coast, has always had a symbiotic relationship with the sea.
However the territory, although not very large, had a primarily agricultural, at least until the end of the twentieth century, that is before he could find a comprehensive settlement industrial zone (ASI), still being expanded. The campaign, in fact, mostly planted with olive trees often mixed with almond and with rare plots in which until the sixties Grapes were grown, it has slowly transformed. For several decades have spread floriculture (greenhouses) and greenhouse cultivation of vegetables even while vast coastal areas, especially towards Bisceglie, for over a century cultivated a vegetable garden, are inexorably changing its destination, it is under enormous pressure entrepreneurship building exercises in the area, both in light of the inevitable changes that the plan for the new port, started in spring 2008, will lead.

Recognized and popular for citizenship is the patronal feast of Our Lady of Martyrs which is held on September 8 with the traditional festival at sea, as well as the evocative Holy Week processions of Molfetta, that cover the stages symbolic of the Passion of Jesus Christ.
The places of attraction during the religious holidays are the old Cathedral, the historic center, the Cathedral, the Basilica of Our Lady of Martyrs, the churches of St. Peter, Purgatory and St. Stephen, while goals of relaxing and invigorating walks are the historic port and finally the Pulo of Molfetta, sinkhole in which and near which were found, since the first excavations from 1900 onwards, archaeological evidence of human presence dating back to the Neolithic.
Such finds are in the Archaeological Museum of Pulo, waiting for some time to be open to the public, the new headquarters of the former Lazzaretto. (From Wikipedia, the free encyclopedia).


Molfetta (Melfétte im lokalen Dialekt) ist eine italienische Stadt von 60.338 Einwohnern in der Metropol Stadt Bari in Apulien. Es ist die bevölkerungsreichste Nichtkapital Stadt nördlich von Bari. Die Stadt, die 25 km nordwestlich von Bari liegt, an der Adriaküste, hatte schon immer eine symbiotische Beziehung mit dem Meer.
Doch das Gebiet, wenn auch nicht sehr groß, hatte ein hauptsächlich Landwirtschaft, zumindest bis zum Ende des zwanzigsten Jahrhunderts, ist, dass, bevor er eine umfassende Regelung Industriezone (ASI), noch ausgebaut finden konnte. Die Kampagne, die in der Tat, vor allem mit Olivenbäumen oft mit Mandeln und mit seltenen Grundstücke, in denen bis in die sechziger Jahre Trauben angebaut wurden, es langsam verwandelt hat gemischt angepflanzt. Seit mehreren Jahrzehnten haben die Blumenzucht (Gewächshäuser) und Gewächshausanbau von Gemüse, auch wenn große Küstengebieten, vor allem in Richtung Bisceglie, seit über einem Jahrhundert kultiviert einen Gemüsegarten zu verbreiten, unaufhaltsam verändernden sein Ziel ist es unter enormen Druck Unternehmertum Building-Übungen in der Umgebung, sowohl im Hinblick auf die unvermeidlichen Veränderungen, die der Plan für den neuen Hafen, im Frühjahr 2008 gestartet, wird zu führen.

Anerkannt und beliebt für Staatsbürgerschaft ist das Patronatsfest der Gottesmutter von Märtyrern, die am 8. September mit dem traditionellen Fest auf dem Meer, sowie die eindrucksvollen Prozessionen der Karwoche von Molfetta, die die Stufen symbolisch für die Passion Jesu Christi decken gehalten wird.
Die Orte der Anziehung in den religiösen Feiertagen sind die alte Kathedrale, das historische Zentrum, die Kathedrale, die Basilika Unserer Lieben Frau der Märtyrer, die Kirchen von St. Peter, das Fegefeuer und St. Stephen, während Ziele der entspannenden und belebenden Wanderungen sind Der historische Hafen und schließlich die Pulo von Molfetta, Doline, in denen und in deren Nähe gefunden wurden, seit die ersten Ausgrabungen ab 1900, archäologische Zeugnisse menschlicher Präsenz aus dem Neolithikum.
Solche Funde sind im Archäologischen Museum von Pulo, wartet einige Zeit, um für das Publikum geöffnet, die neue Zentrale der ehemaligen Lazzaretto sein. (Aus Wikipedia, der freien Enzyklopädie).


Molfetta (Melfétte en el dialecto local) es una ciudad italiana de 60.338 habitantes en la ciudad metropolitana de Bari, en Apulia. Es la ciudad más poblada no capital al norte de Bari. La ciudad, que se encuentra 25 km al noroeste de Bari, en la costa adriática, siempre ha tenido una relación simbiótica con el mar.
Pero la zona, aunque no muy grande, tenía una principalmente la agricultura, por lo menos hasta el final del siglo XX, es que antes de la zona industrial (ASI), fue capaz de encontrar una solución global expandida. La campaña, que tiene, se convierte poco a poco, de hecho, sobre todo con olivos a menudo con las almendras y la tierra rara en la que, hasta que se cultivan las uvas sixties plantado mixta. Durante varias décadas, la floricultura (invernaderos) y cultivo en invernaderos de hortalizas, incluso si grandes áreas costeras, especialmente en la dirección de Bisceglie, repartidas por más de un siglo cultivan un huerto, inexorablemente cambiando su objetivo está bajo enormes ejercicios de creación de la capacidad empresarial de presión en el medio ambiente, tanto en términos de los cambios inevitables que será el plan para el nuevo puerto, se inició en la primavera de 2008, para dirigir.

Reconocido y popular para la ciudadanía es la fiesta patronal de Nuestra Señora de los Mártires, el 8 de septiembre con la tradicional fiesta en el mar, y de las impresionantes procesiones de Semana Santa de Molfetta, que se celebra para cubrir la etapa simbólica de la Pasión de Jesucristo.
Los lugares de atracción en las fiestas religiosas son la antigua catedral, el centro histórico, la Catedral, la Basílica de Nuestra Señora de los Mártires, la Iglesia de San Pedro, el Purgatorio y San Esteban, mientras que los objetivos de caminatas relajantes y vigorizantes El histórico puerto y finalmente el Pulo de Molfetta, dolina, encontraron el lugar y cerca de la cual, ya que las primeras excavaciones de 1900, la evidencia arqueológica de la presencia humana desde el Neolítico.
Estos hallazgos están en el Museo Arqueológico de Pulo, esperando un tiempo para abrir al público, para ser la nueva sede de la antigua Lazareto. (De Wikipedia, la enciclopedia libre).

La Puglia oltre ad essere la regione più orientale d'Italia la Puglia, con circa 800 chilometri di coste è una delle regioni italiane con maggiore sviluppo costiero. Lungo la costa si alternano tratti rocciosi (come sul Gargano), falesie(coste rocciose dalle pareti a picco), ma anche litorali sabbiosi (come lungo il Golfo di Taranto). Nel 2010 il Ministero della Salute ha dichiarato balneabile il 98% delle coste pugliesi.

L'interno della regione è prevalentemente pianeggiante e collinare, senza evidenti contrasti tra un territorio e l'altro. Tuttavia, vi sono otto sub regioni differenti: il Gargano e il Subappennino Dauno sono le uniche zone montuose della Puglia (con rilievi che superano i 1000-1100 metri s.l.m.);[9] il Tavoliere delle Puglie, esteso per 3000 chilometri quadrati, rappresenta la più estesa pianura d'Italia dopo la Pianura Padana; le Murge, un altopiano di natura calcarea posto a sud del Tavoliere che si estende fino alle serre salentine; la Terra di Bari, tra la Murge e il mare Adriatico, è un'area pianeggiante o leggermente ondulata; la Valle d'Itria, situata a cavallo tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, si caratterizza da un'alternanza tra vallate e ondulazioni e soprattutto da un'elevatissima popolazione sparsa (questa è la zona di maggior concentrazione di trulli); l'Arco ionico tarantino segue la costa dell'intera provincia, estendendosi dal sistema murgiano, a nord, fino alla penisola salentina, a sud, abbracciando una zona collinare ed una vasta zona costiera pianeggiante;

Alla Puglia appartiene l'arcipelago delle Tremiti, a nord-est al largo della costa garganica, le piccole isole Cheradi, presso Taranto e l'isola di Sant'Andrea dinanzi alla costa di Gallipoli. Dal punto di vista geografico la regione fisica pugliese include anche il piccolo arcipelago di Pelagosa, a nord-est delle Tremiti, che oggi è parte della Croazia.


La costa presso Polignano a Mare
Geologia della Puglia.

Dolina Pozzatina, un evidente caso di carsismo sul Gargano
Dal punto di vista geologico la Puglia è costituita per quasi l'80% da rocce calcaree e dolomitiche in tutte le loro varietà.[13] Nel Giurassico medio e inferiore, nella parte geologica che poi diventerà la Puglia vi erano isole e scogliere sommerse dall'oceano Tetide e dai mari epi-continentali che la frammentazione della Pangea andava formando: con il progressivo deposito sui fondali dei gusci dei microrganismi marini, che li formavano sottraendo all'acqua il carbonato di calcio (CaCO3), si formò uno strato di rocce sedimentarie calcaree e dolomitiche, spesso in media centinaia di metri. Strati così spessi poterono formarsi non solo per la durata del processo di sedimentazione, circa 125 milioni di anni, ma anche per effetto della loro progressiva subsidenza.

Nel Cretacico[15] buona parte della Puglia era al di sopra del livello del mare, per quanto la regione si presentasse come un arcipelago. In questo periodo iniziano i primi fenomeni carsici. Nel Paleocene una serie di intrusioni subvulcaniche crearono la Punta delle Pietre nere, in prossimità di Marina di Lesina, le uniche rocce magmatiche affioranti in Puglia[16].

Tra i 12 e i 2 milioni di anni fa l'Appennino prende la sua forma definitiva[17]: nel processo di creazione di questa catena montuosa la Puglia non è direttamente coinvolta, ma ne subisce soltanto gli effetti secondari. Nel processo di orogenesi degli appennini, infatti, la Puglia rappresenta l'avampaese, cioè quella massa continentale che fa da ostacolo alla spinta orogenetica proveniente da un'altra massa. In questo periodo si forma anche la cosiddetta fossa bradanica, e il processo di sedimentazione provvede alla formazione dei calcari teneri, come il cosiddetto tufo. Diecimila anni fa si completa il Tavoliere con i laghi di Lesina e Varano.


Una veduta dei Laghi Alimini presso Otranto

Capo d'Otranto, presso Otranto, è il punto più a est d'Italia
La natura carsica di gran parte del territorio pugliese e la scarsità di precipitazioni rendono la regione particolarmente povera di corsi d'acqua superficiali. Con l'eccezione dell'Ofanto e del Fortore, che hanno in Puglia solo parte del loro percorso, i fiumi pugliesi sono caratterizzati per lo più corsi brevi e a carattere torrentizio, come accade al Candelaro, al Cervaro e al Carapelle.

I laghi naturali della regione sono tutti laghi costieri, separati dal mare Adriatico mediante stretti cordoni sabbiosi. I maggiori sono quelli di Lesina e di Varano sulla costa settentrionale del Gargano. In territorio di Manfredonia si trova l'area umida del lago Salso, alimentata dalle acque dolci del Cervaro. Le Saline di Margherita di Savoia sono invece il residuo del cosiddetto lago di Salpi, attestato in epoca romana. Più a sud, presso Otranto, si trovano invece i laghi Alimini.

Tra gli invasi artificiali, il lago di Occhito, a monte della omonima diga costruita sul fiume Fortore nei pressi del confine col Molise, è il primo bacino artificiale realizzato in Puglia, dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata di Foggia, per fronteggiare le frequenti crisi idriche della regione.A Brindisi si trova l'invaso del Cillarese,creato nel 1980 e oggi oasi protetta.Più recente è il lago sul torrente Locone, affluente dell'Ofanto, realizzato nel territorio di Minervino Murge al confine con la Basilicata.

La Puglia per zone altimetriche
Il suo territorio è pianeggiante per il 53%, collinare per il 45% e montuoso solo per Il 2% il che la rende la regione meno montuosa d'Italia. I monti più elevati si trovano nel subappennino Dauno, nella zona nord-occidentale, al confine con la Campania, dove si toccano i 1152 m del Monte Cornacchia, e sul promontorio del Gargano, a nord-est con i 1055 m del monte Calvo, monte Spigno, monte Vernone, monte Sacroe monte Caccia

Il territorio collinare pugliese è suddiviso tra le Murge e le serre salentine. La Murgia (o le Murge), è una subregione pugliese molto estesa, corrispondente a un altopiano carsico di forma rettangolare compresa per gran parte nella provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani. Si estende a occidente toccando la provincia di Matera, in Basilicata; inoltre si prolunga verso sud nelle province di Taranto e Brindisi. Si suddivide in Alta Murgia, che rappresenta la parte più alta e rocciosa, costituita prevalentemente da bosco misto e dove la vegetazione è piuttosto povera, e in Bassa Murgia, dove la terra è più fertile e ricoperta in prevalenza da oliveti. Le serre salentine, invece, sono un elemento collinare che si trova nella metà meridionale della provincia di Lecce.

Le pianure sono costituite dal Tavoliere delle Puglie, che rappresenta la più vasta pianura d'Italia dopo la Pianura Padana e occupa quasi la metà della Capitanata; dalla pianura salentina, un vasto e uniforme bassopiano del Salento che si estende per gran parte del brindisino (piana brindisina), per tutta la parte settentrionale della provincia di Lecce, fino alla parte meridionale della provincia di Taranto, e dalla fascia costiera della Terra di Bari, quella parte di territorio stretto tra le Murge e il mare Adriatico e comprendente l'intero litorale dalla foce dell'Ofanto fino a Fasano.

Clima
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazioni meteorologiche della Puglia e Clima della Puglia.
In tutta la Puglia il clima è tipicamente mediterraneo, le zone costiere e pianeggianti hanno estati calde, ventilate e secche e inverni miti. Le precipitazioni, concentrate durante l'autunno inoltrato e l'inverno, sono scarse e per lo più di carattere piovoso in pianura, mentre sull'altopiano delle Murge sono frequenti le nevicate in caso di correnti fredde da est. In autunno inoltrato e in inverno sono frequenti le nebbie mattutine e notturne nella Capitanata e sulle Murge. Le escursioni termiche tra estate e inverno sono notevolissime nelle pianure interne: nel Tavoliere si può passare dagli oltre 40 °C estivi ai -2 °C / -3 °C delle mattine invernali.

Storia
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Puglia.

Colonne doriche del Tempio di Poseidone, Taranto

Arena dell'Anfiteatro Romano di Lucera

Sito archeologico di Siponto, Manfredonia
L'insediamento umano in Puglia risale quanto meno a 250.000 anni fa, come testimoniano i resti fossili dell'Uomo di Altamura, una forma arcaica di Homo neanderthalensis. Numerosi sono i reperti di epoca preistorica, tra i quali diversi menhir e dolmen[20]. Intorno al I millennio a.C., si insediarono sul territorio i popoli dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi di probabile origine illirica[21], e più tardi, in epoca ellenica, numerose furono le colonie magnogreche soprattutto nella parte meridionale della regione, tra le quali la città spartana di Taras (Taranto).

Le origini del nome
Il toponimo storico Apulia (esito latino del greco Ἰαπυγία, Japigia) deriva dall'antica popolazione degli Apuli (gr. Japigi) che in epoca preromana abitavano la parte centro-settentrionale della regione (i Dauni a nord, i Peuceti al centro, mentre a sud era stanziato l'affine popolo dei Messapi). Il termine Japudes (Japigi) si compone del prefisso arcaico "jap-", che indicherebbe i popoli provenienti dall'altra costa dell'Adriatico. Secondo una diffusa pseudo-etimologia, invece, Apulia deriverebbe da Apluvia, ossia terra senza piogge[22].

Mappa del XIX secolo del Regno delle Due Sicilie
Con l'occupazione romana fu istituita la Regio II Apulia et Calabria, che includeva un territorio appena più esteso dell'attuale regione: solo in seguito il toponimo Apulia sarebbe stato adottato per designare anche la penisola salentina.
Solo negli ultimi decenni l'uso del singolare Puglia si è stabilizzato; fino a prima dell'istituzione delle regioni, infatti, si usava indifferentemente anche il nome le Puglie[23].
Durante la seconda guerra sannitica (326-304 a.C.), l'esercito romano, nel tentativo di prestare soccorso a Luceria, assediata dai Sanniti, subì una grave sconfitta nella Battaglia delle Forche Caudine (321 a.C.). Ben presto Roma comprese l'importanza strategica dell'Apulia, ma l'occupazione della regione, nel III secolo a.C., non fu agevole soprattutto per la resistenza di Tarentum e Brundisium. Nel 216 a.C. a Canne (Barletta) l'esercito romano patì contro i Cartaginesi di Annibale la sua peggiore sconfitta.

Venne quindi istituita la Regio II Apulia et Calabria[24], che includeva anche il Sannio, una parte dell'attuale Molise e la Basilicata orientale. Con la costruzione della via Appia e, in epoca imperiale, della via Traiana (lungo cui prosperarono città come Aecae, Herdonia, Silvium, Canusium e Bitonto), la regione occupò posizioni di primato nella produzione del grano e dell'olio, diventando la maggior esportatrice di olio d'oliva in Oriente[25].

Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, anche la Puglia attraversò un lungo periodo di sofferenza[26]. Molti popoli (Eruli e Ostrogoti) si alternarono sul territorio, ma alla fine divenne dominio dell'Impero bizantino (VI-XI secolo). Bari divenne capoluogo di un territorio esteso sino all'odierna Basilicata e sottoposto all'autorità di un capitano (o più propriamente catapano), nome del governatore bizantino da dove deriva il termine Capitanata. Con l'arrivo dei Normanni (XI secolo), Taranto diventò la capitale dell'omonimo principato, esteso su tutta la Terra d'Otranto.

Nel 1043 i Normanni fondarono la Contea di Puglia e, successivamente, il Ducato di Puglia e Calabria. Dal 1130 fece parte del Regno di Sicilia. Nel secolo XIII il nome Apulia fu utilizzato da alcuni autori per indicare la parte meridionale della penisola italiana[27].

Sia con i Normanni che con gli Svevi capeggiati dagli Hohenstaufen[28], la Puglia conseguì un grande progresso materiale e civile, che toccò l'apice con Federico II, a cui si deve la realizzazione di una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico, tra cui Castel del Monte ad Andria. Tra il 1282 e il 1400 la Puglia fu sotto la dominazione degli Angioini, all'interno del Regno di Napoli, a cui si sostituirono gli spagnoli: a partire da questo momento cominciò a radicarsi il potere dei latifondisti sul territorio.

Dopo varie prese di potere, nel 1734 la Puglia, con la battaglia di Bitonto passò, insieme al resto del Regno di Sicilia dagli Asburgo ai Borboni, sancendo l'indipendenza del Regno. Tra il 1806 e il 1815, vi fu la dominazione francese che provvide alla modernizzazione della Puglia con l'abolizione del feudalesimo e con le riforme giudiziarie fino al ritorno dei Borbone e la nascita dal Regno delle Due Sicilie.

Movimenti liberali si formarono in tutta la regione nel 1820 con il diffondersi della Massoneria e della Carboneria[29]. Con il Regno d'Italia costituito nel 1861, la Puglia fu divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e Lecce; a queste si aggiunsero nel Novecento le province di Brindisi e Taranto. Nel periodo postumo all'unità d'Italia, sorsero diverse bande brigantesche, soprattutto in Capitanata e Terra di Bari; tra i maggiori esponenti sono da menzionare Michele Caruso, Antonio Angelo Del Sambro e Giuseppe Schiavone, quest'ultimo fedele luogotenente del capobrigante lucano Carmine Crocco.


Cattedrale di Foggia
Con il progressivo decadere del latifondo, decaddero anche le antiche masserie pugliesi, proprietà di media estensione agraria. Durante il Fascismo la Puglia fu interessata da numerose bonifiche in vaste aree e, successivamente alla riforma agraria del secondo dopoguerra, la regione ha goduto di un forte sviluppo agricolo. Negli anni settanta e negli anni ottanta l'economia della regione passò dal settore primario a quello terziario, con il notevole sviluppo derivato dal settore turistico.

Nel 1946, durante i lavori dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, fu avanzata la proposta di fare della Puglia e del Salento due regioni distinte. Il 17 dicembre 1946, dopo la relazione di Giuseppe Codacci Pisanelli, la Regione Salento fu istituita sulla carta, ma quando si arrivò alla ratifica in aula, il 29 novembre 1947, essa non era più prevista. Stando all'intervento in assemblea del socialista Vito Mario Stampacchia, la Regione Salento sarebbe stata sacrificata in seguito a un accordo fra DC e PCI in difesa dei forti interessi economici baresi. Principale artefice di questo accordo fu Aldo Moro, magliese di nascita. La regione poi fu istituita nel 1970.

Nel 2004 viene istituita la sesta provincia pugliese, la provincia di Barletta-Andria-Trani comprendente come capoluogo tre grosse città e complessivamente dieci comuni scorporati dalle province di Bari e Foggia. Questa provincia è diventata pienamente operativa con le elezioni provinciali del 2009.

Politica

L'Italia meridionale in epoca augustea.

Panoramica su Bari

Gonfalone regionale
La regione Puglia fu creata dopo l'Unificazione d'Italia ricalcando i confini di tre circoscrizioni del Regno delle due Sicilie:

La Capitanata, corrispondente al territorio a nord dell'Ofanto, che ebbe come capoluogo San Severo dal XIV secolo fino al 1579, poi Lucera fino al 1806 e infine Foggia.
La Terra di Bari, estesa a sud dell'Ofanto e comprendente gran parte dell'altopiano delle Murge e della pianura costiera, che ebbe come capoluogo Trani dal 1586 e Bari dal 1806.
La Terra d'Otranto, comprendente l'arco ionico tarantino e il Salento, che ebbe come capoluogo dapprima Otranto e dal XII secolo Lecce.
Durante i lavori dell'Assemblea Costituente fu avanzata la proposta di fare della Puglia settentrionale e del Salento due regioni distinte. Il 17 dicembre 1946, dopo la relazione di Giuseppe Codacci Pisanelli, la Regione Salento fu istituita sulla carta, ma quando si arrivò alla ratifica in aula, il 29 novembre 1947, essa non era più prevista.

Il presidente della Regione è Michele Emiliano(Partito Democratico), eletto il 1º giugno 2015. In precedenza la Puglia ha sempre visto prevalere formazioni politiche centriste o di destra che si sono tradotte in amministrazioni regionali a impronta democristiana prima e di centrodestra poi. Dal 1º gennaio 2015 è stata istituita la città metropolitana di Bari, nuovo ente che ha sostituito la provincia di Bari, costituendo, di fatto, una fusione tra gli ex comuni.

Suddivisione amministrativa

La costa garganica presso Vieste Arco San Felice

La Grotta Bianca delle Grotte di Castellana
Stemma Provincia Comuni n° Popolazione Superficie
(km²) Panorama Sito Istituzionale
Città metropolitana di Bari-Stemma.png Città metropolitana di Bari 41 1 264 119 3 825,0 DuomoBari.jpg Bari
Provincia di Barletta-Andria-Trani-Stemma.png Provincia di Barletta-Andria-Trani 10 393 589 1 542,95 Castel del Monte giu06 001.jpg Barletta-Andria-Trani
Provincia di Brindisi-Stemma.png Provincia di Brindisi 20 398 999 1 861,12 Italy-Italia Puglia Ostuni PxT.JPG Brindisi
Provincia di Foggia-Stemma.png Provincia di Foggia 61 631 642 7 007,54 Foggia, teatro giordano.jpg Foggia
Provincia di Lecce-Stemma.png Provincia di Lecce 97 804 658 2 799,07 Lecce Palazzo dei Celestini.JPG Lecce
Provincia di Taranto-Stemma.png Provincia di Taranto 29 586 271 2 467,35 Castello Aragonese(Taranto).JPG Taranto
Flag of Apulia.svg Puglia 258 4 079 278 19 540,9 Map of region of Apulia, Italy, with provinces-it.svg Puglia
Stemma
Il sito istituzionale della Regione Puglia[30] descrive ufficialmente lo stemma in questo modo:

« Lo stemma della Regione Puglia è costituito da uno scudo, a sua volta sormontato da una corona "federicana" dedicata a Federico II di Svevia. Lo scudo racchiude alla sua sommità 6 cerchi che rappresentano le sei province pugliesi. Il corpo centrale è costituito da un ottagono nel cui centro campeggia l'albero d'ulivo, simbolo della pace e fratellanza. L'ottagono invece, rappresenta Castel del Monte, costruzione di origine medievale che costituisce uno degli itinerari turistico-culturali più suggestivi della Regione. I colori dominanti dello stemma sono l'oro, l'argento, il rosso e l'azzurro del mare. »
Lo stemma regionale raffigura un albero d'olivo che non soltanto ricorda che l'olio extravergine prodotto dalla spremitura delle drupe di questo albero rappresenta una delle risorse più preziose e importanti per l'agricoltura pugliese, ma anche un elemento costante nel paesaggio che diventa anche segno di unità di tutta la regione, da nord a sud.

Onorificenze
Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione dei massicci e ripetuti episodi di immigrazione clandestina, l'intera popolazione della Puglia dava prova collettiva di civismo e di forza morale. Con straordinaria abnegazione privati cittadini, comuni, province e istituzioni offrivano il loro determinante contributo e incondizionato impegno in soccorso dei numerosissimi profughi arrivati sulle loro coste in condizioni disperate. Operando generosamente per accorrere in aiuto dei più deboli, la Comunità tutta offriva alla Nazione splendido esempio di grande solidarietà sociale e nobile spirito di sacrificio.[31]»
Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art. 5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.[32]
Giunta regionale
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Puglia.
La giunta regionale, presieduta dal neoeletto Michele Emiliano, è composta dal seguente organico:


Veduta aerea dei Laghi Alimini (Lecce)
Presidente
Michele Emiliano (Partito Democratico)
Assessori
Antonio Nunziante, Vice Presidenza - Protezione Civile - Personale e organizzazione;
Loredana Capone, Sviluppo economico - Competitività, Attività economiche e consumatori, Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca Industriale e Innovazione;
Anna Maria Curcuruto, Pianificazione Territoriale - Urbanistica, Assetto del Territorio, Paesaggio, Politiche abitative;
Giovanni Giannini, Trasporti e Lavori Pubblici - Reti e Infrastrutture per la mobilità, Verifiche e Controlli dei Servizi TPL, Lavori Pubblici, Risorse idriche e tutela acque, Difesa del suolo e rischio sismico;
Leonardo Di Gioia, Agricoltura - Risorse agroalimentari - Alimentazione, Riforma fondiaria, Caccia e pesca, Foreste;
Sebastiano Leo, Formazione e Lavoro - Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università, Formazione Professionale;
Salvatore Negro, Welfare - Politiche di Benessere sociale e Pari Opportunità, Programmazione sociale ed integrazione socio-sanitaria;
Raffaele Piemontese, Bilancio - AA.GG., Contenzioso Amministrativo, Bilancio e Ragioneria, Finanze, Demanio e Patrimonio, Provveditorato ed Economato, Sport per tutti, Politiche giovanili e cittadinanza sociale;
Domenico Santorsola, Qualità dell'ambiente - Ciclo Rifiuti e Bonifica, Rischio Industriale, Ecologia;
Giovanni Liviano D'Arcangelo, Industria Turistica e Culturale - Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali.
Cooperazione con i paesi balcanici[modifica | modifica wikitesto]
Negli ultimi anni la Puglia ha stretto numerosi e importanti relazioni con i paesi dell'area balcanica[34]: Albania, Macedonia, Montenegro e Serbia. L'Albania è un partner commerciale della Puglia ormai da molti anni (si menzionano a proposito le numerose iniziative congiunte in occasione dell'annuale Fiera del Levante di Bari). Inoltre, la fine della guerra dei Balcani ha consentito, negli anni, la nascita di numerose iniziative legate alla cooperazione.

Si ricordano, tra esse, soprattutto alcuni programmi (ad esempio Interreg, nato per la cooperazione tra regioni dell'Unione europea e con i Paesi vicini) e varie iniziative legate a gemellaggi culturali e scambi commerciali.

Si segnala inoltre la notevole importanza legata all'attività programmatica del Corridoio 8, asse europeo dei trasporti che collegherà la Puglia (dai porti di Bari e Brindisi) all'Albania e al Mar Nero.

Politiche ambientali
Dal 31 gennaio 2007, con la conclusione del mandato di commissario per l'emergenza ambientale, sino ad allora espletato dal Presidente della Regione, le province sono tornate in possesso della delega per la gestione del ciclo dei rifiuti. Il sistema di raccolta è imperniato su 15 Ambiti Territoriali Ottimali. Nei primi sei mesi del 2011 la percentuale di raccolta differenziata in Puglia è stata del 18,62%[35]

La Puglia, nel 2006, è stata la prima regione italiana a emanare una legge sugli acquisti pubblici ecologici[36] (Green public procurement). Inoltre, nel 2005 ha varato una specifica legge regionale sull'inquinamento luminoso e il risparmio energetico[37].

Per quanto riguarda le Energie rinnovabili la Puglia, si è contraddistinta per i primati raggiunti nella produzione di Energia eolica e fotovoltaica dal 2008 al 2011[38] ponendola in quest'ambito ai vertici nazionali[39][40].

Società
Evoluzione demografica
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Demografia della Puglia.
Con una popolazione di 4.076.546 abitanti[41], la Puglia è l'ottava regione italiana per numero di abitanti[42].

Comuni più popolosi
Di seguito la tabella riporta la popolazione residente nei comuni della Puglia con più di 40.000 abitanti[43]:

Stemma Comune Provincia Popolazione
(ab) Superficie
(km²)
CoA Città di Bari.svg Bari Città metropolitana di Bari 326.799 117
Taranto-Stemma.png Taranto Provincia di Taranto 201.157 250
Foggia-Stemma.png Foggia Provincia di Foggia 152.096 509
Andria-Stemma.png Andria Provincia di Barletta-Andria-Trani 100.444 408
Barletta-Stemma.png Barletta Provincia di Barletta-Andria-Trani 94.865 149
Lecce-Stemma.png Lecce Provincia di Lecce 94.548 241
Brindisi-Stemma.png Brindisi Provincia di Brindisi 88.355 332
Altamura-Stemma.png Altamura Città metropolitana di Bari 70.345 431
Molfetta-Stemma.png Molfetta Città metropolitana di Bari 59.897 58
Cerignola-Stemma.png Cerignola Provincia di Foggia 58.360 594
Manfredonia-Stemma.png Manfredonia Provincia di Foggia 57.315 352
Trani-Stemma.png Trani Provincia di Barletta-Andria-Trani 56.194 103
Bitonto-Stemma.png Bitonto Città metropolitana di Bari 55.481 174
Bisceglie-Stemma it.png Bisceglie Provincia di Barletta-Andria-Trani 55.441 68
San Severo-Stemma.png San Severo Provincia di Foggia 54.090 336
Monopoli (Italia)-Stemma.png Monopoli Città metropolitana di Bari 49.137 158
Martina Franca-Stemma.png Martina Franca Provincia di Taranto 49.129 299
Corato-Stemma.png Corato Città metropolitana di Bari 48.334 167
Gravina in Puglia-Stemma.png Gravina in Puglia Città metropolitana di Bari 43.854 396
Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]
Al 31 dicembre 2013 gli stranieri residenti in regione sono 110.338 o 2,69 percento della popolazione. Le comunità più numerose sono quelle di:

Romania Romania 30.158
Albania Albania 23.047
Marocco Marocco 8.513
Cina Cina 4.845
Polonia Polonia 3.651
Fonte Istat

Lingue e dialetti

I dialetti della Puglia.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetti della Puglia.
I numerosi dialetti parlati in Puglia sono classificati entro due gruppi fondamentali[44], nettamente distinguibili soprattutto sotto il profilo fonetico:

nella parte centro-settentrionale della regione sono parlati i dialetti pugliesi propriamente detti, appartenenti alla famiglia dei dialetti meridionali italiani, insieme a quelli campani, lucani, abruzzesi e molisani, e comprendenti il barese, il foggiano e le loro varianti comunali oltre a quello garganico;
nel Salento si parla invece il dialetto salentino, appartenente insieme al siciliano e al calabrese alla famiglia dei dialetti meridionali italiani estremi e a sua volta classificabile in leccese, brindisino, magliese-otrantino, leucadeo e gallipolino.
Il dialetto tarantino e quelli di altri centri lungo la direttrice Taranto-Ostuni possono essere classificati come dialetti di transizione apulo-salentina.

Una peculiarità linguistica della Puglia è inoltre la presenza di piccole isole linguistiche nelle quali si parlano idiomi non riconducibili al gruppo delle lingue neolatine:

il griko, diffuso nella Grecìa salentina, è una lingua derivata dal greco, la cui diffusione nel Salento è fatta risalire a insediamenti bizantini o addirittura a colonie magnogreche;
l'arbëreshë, derivato dalla lingua albanese, è parlato nel tarantino a San Marzano di San Giuseppe e sul Subappennino dauno a Casalvecchio di Puglia e Chieuti. È l'esito dell'emigrazione dall'Albania tra il XV e il XVIII secolo.
Infine, nei comuni subappenninici di Celle di San Vito e Faeto è presente l'unica minoranza francoprovenzale (o arpitana) dell'Italia peninsulare, attestata dal 1566, ma risalente forse al XIII secolo.

Tradizioni e folclore
Fiera di San Giorgio
La fiera regionale di San Giorgio si tiene a Gravina ed è la più antica d'Italia (essa ha circa 720 anni).
La Sagra de la Pittula a Surano (23 dicembre)
Caratteristico dolce fritto natalizio augurale. Costituito da pasta di semola lievitata fritta in olio extravergine di oliva. Le pittule hanno in genere una forma tondeggiante arricchita da cavolfiori, baccalà o peperoncino. le classiche non sono farcite ma vengono cosparse di miele ed anesini zuccherati. Simbolo augurale della fortuna e della nascita.
La sagra de la Carne alla turca a Surano (3-4 agosto)
Caratteristico piatto suranese di derivazione orientale a base di carne di maiale fortemente speziato.
Mirthu-niuru de la Taranta a Surano
Il Nettare dei pizzikati. Tipico liquore a base di "murtheddrha" delle Serre salentine. Antica ricetta tramandata dalla tradizione contadina e delle "massare" salentine della zona otrantina-magliese. Ma la ricetta si è conservata nel piccolo borgo di Surano, dov'è custodita da poche famiglie.

I Perdoni durante la processione dell'Addolorata a Taranto

Corteo storico di Oria (il palio)

Tavola di San Giuseppe a Lizzano
La Fòcara a Novoli (16-18 gennaio)
È il caratteristico falò della festa patronale di Sant'Antonio abate, un monumento di ingegneria agraria formato da decine di migliaia di fascine di tralci di vite, che supera l'altezza e il diametro di venti metri, il quale viene acceso con un tripudio di fuochi pirotecnici la sera del 16 gennaio. Nei Giorni del Fuoco, inoltre si assiste a innumerevoli rassegne e gare di fuochi pirotecnici e si ammirano le esposizioni artistiche delle grandi luminarie. L'evento è stato oggetto di un documentario della National Geographic e di servizi della Nippon Press.
Tavole di San Giuseppe (18/19 marzo) a Cocumola, San Marzano di San Giuseppe, Uggiano la Chiesa, Giurdignano, e Lizzano
È un'antica tradizione in cui, in onore di San Giuseppe si imbandiscono grandi tavolate con piatti tipici. Durante la visita alla taula si possono assaggiare lu cranu stumpatu e la massa culli ciciri o i "vermiceddhri" cioè il grano e la pasta con i ceci.
Settimana Santa a Taranto (marzo o aprile)
È una suggestiva e mistica serie di riti che, inoltre, vede i componenti le due principali Confraternite della Chiesa di Taranto gareggiare per aggiudicarsi le statue e le poste nelle processioni dell'Addolorata e dei Misteri.
Settimana Santa a Molfetta (marzo o aprile)
Secolari e seguitissimi riti che ricordano la Passione e Morte di Gesù Cristo attraverso le splendide processioni dell'Addolorata (Venerdì di Passione), dei Misteri (Venerdì Santo) e della Pietà (Sabato Santo).
Processione delle Fracchie a San Marco in Lamis (marzo o aprile)
Si tratta di una manifestazione religiosa popolare molto suggestiva e assai singolare, che si ripete puntualmente da circa tre secoli ogni venerdì Santo per la rievocazione della Passione di Cristo. Le fracchie sono delle enormi fiaccole, realizzate con grossi tronchi di albero aperti longitudinalmente a forma di cono e riempiti di legna, per essere incendiate all'imbrunire e divenire quindi dei falò ambulanti che illuminano il cammino della Madonna Addolorata lungo le strade del paese alla ricerca del figlio Gesù morto.
Processione della desolata a Canosa di Puglia (marzo o aprile)
È una processione suggestiva, dove tante donne vestite di nero, con il volto coperto, a piedi nudi cantano lo Stabat Mater.[45]
Palio di Taranto (maggio e luglio)
è una manifestazione in costume che consiste in due regate con dieci barche a remi abbinate ai rispettivi rioni della città. Il trofeo viene assegnato solo dopo le due gare che si disputano l'8 maggio e la terza domenica di luglio.
Processione del cavallo parato a Brindisi
nel giorno del Corpus Domini, l'arcivescovo della diocesi, a cavallo di un bianco destriero, portando con sé il tabernacolo, percorre, procedendo dalla Cattedrale, le strade della città mentre la folla lancia fiori. Al passaggio dalla zona del porto tutte le navi all'attracco suonano le sirene di bordo e l'arcivescovo sosta di fronte al Monumento al Marinaio d'Italia per la benedizione delle acque e, poi, in Piazza della Vittoria per la benedizione della città. La cerimonia rievoca la tradizione secondo cui san Luigi IX, re di Francia, sconfitto e fatto prigioniero dal Saladino in Egitto, a Damietta, avrebbe concordato il suo rilascio in cambio di un riscatto per il quale avrebbe lasciato in pegno l'Eucarestia e, giunto a Brindisi, ottenne la somma necessaria da Federico II. Tornato in Egitto per saldare il suo debito, San Luigi non solo si vide restituire l'Eucarestia ma il Saladino rinunciò anche al riscatto come premio della sua fede e lealtà. Il sovrano sulla via del ritorno dalla Terra Santa fu sorpreso da una tempesta e approdò presso la spiaggia della Torre Cavallo nelle vicinanze del porto di Brindisi. Preoccupato di mettere in salvo l'Eucaristia fece chiamare l'arcivescovo di Brindisi Pietro III che arrivò in sella a un cavallo bianco, scortato dalle confraternite e dai fedeli.
Festa del Soccorso a San Severo (maggio)
È un evento barocco che ha il suo fulcro nelle due sontuose processioni con le statue dei santi patroni; i sacri cortei sono scanditi dalle batterie pirotecniche, incendiate nei rioni cittadini: le contrade, addobbate coi loro colori identificativi, si contendono il palio per la migliore batteria. Durante l'accensione dei fuochi, inoltre, si scatena la corsa dei fujenti, giovani che corrono a breve distanza dalle esplosioni.
Torneo dei Rioni di Oria (seconda settimana di agosto)
È una manifestazione in costumi medievali ispirata a Federico II di Svevia (1225): al corteo storico del sabato, la domenica si svolge il torneo tra gli atleti rappresentanti i quattro rioni della città, al rione vincitore viene assegnato un palio.
Danza delle spade a Torrepaduli (15 e 16 agosto)
È un ballo della Notte di San Rocco in cui, al ritmo incalzante dei tamburelli, coppie di uomini mimano un duello, danzando e "sfidandosi" con le braccia e le mani.
Cavalcata dei Devoti a Ostuni (26 agosto)
È un antico rito dei festeggiamenti per il patrono Sant'Oronzo. La Cavalcata di sant'Oronzo è una sfilata di cavalli e cavalieri, bardati con gualdrappe e divise rosse ricche di ricami e lustrini. Di particolare interesse è anche lo svolgimento di due fiere in contemporanea, nei tre giorni di festa.
Carro trionfale di Sant'Oronzo a Turi (26 agosto)
Si festeggia il martirio del Santo, attraverso una sontuosa processione serale. Questa parte dalla chiesa del Santo costruita sulla grotta dove la leggenda narra che il santo abbia celebrato messa. Il Santo è issato su un Carro Trionfale alto 14,80 metri, in legno di rovere, finemente decorato da abili ebanisti Locali. La processione di snoda prima attraverso il lungo viale cimiteriale scortato dai cipressi secolari che esaltano le luci fioche del carro, poi prosegue verso il paese fino all'arrivo in via XX Settembre dove le 6 mule che lo trainano e i trainieri, danno dimostrazione della loro bravura eseguendo tra due ali di folla una curva a sinistra di 115 gradi. A quel punto il carro attraversa la via centrale del paese, seguito dalla folla che in piazza Silvio Orlandi lo accerchia e accoglie con un lungo applauso e sulle note del Mosè in Egitto suonato dalla banda cittadina collocata sul carro stesso che inscena una vera e propria gara all'ultima nota con una banda forestiera. Nel frattempo ha inizio lo spettacolo pirotecnico, e dietro il carro il lancio di fiori, palloncini, e nastrini, con la gente che cerca di catturare i palloncini.
Festa della Madonna del Pozzo a Capurso (ultima domenica di agosto)
Si festeggia il ritrovamento dell'icona di Santa Maria del Pozzo,30 agosto 1705, dopo un'apparizione miracolosa al sacerdote capursese don Domenico Tanzella. I festeggiamenti includono la processione diurna dei grandi ceri, di circa 8 ore, e quella del grande Carro Trionfale, trainato a braccia dai pellegrini provenienti della città di Bisceglie.
Festa dei santi Medici a Bitonto (terza domenica di ottobre)
È una suggestiva intorciata, in devozione ai due santi martiri, che percorre le strade e gran parte del centro storico della città. Ha origine nel XIII secolo quando i resti delle braccia dei Santi Cosma e Damiano giunsero a Bitonto. Nella festa si tiene anche una fiera molto frequentata.
La 'Nzegna a Carovigno (Lunedì dell'Angelo, martedì e sabato dopo Pasqua)

Battitura della Nzegna in piazza, Carovigno(BR)
È un antico rito religioso che consiste in uno sbandieramento effettuato con riproduzione di antichi vessilli di devozione mariana. Il rito è preceduto da una lunga processione per le vie del paese con corteo di confraternite e sbandieratori.
La Scamiciata a Fasano (terzo sabato di giugno)
È la rievocazione storica della vittoria ottenuta sui Turchi il 2 giugno 1678. In questo giorno, infatti, dopo anni o secoli di scorrerie turche subite, i Fasanesi sconfissero definitivamente i Turchi in una battaglia campale sotto le mura della Città. A ricordo di quella vittoria, viene organizzato un Corteo Storico, per ricordare il trionfo dei Fasanesi, con sbandieratori, trombe, tamburi, vestiti d'epoca e la rappresentazione della lotta cittadina.
Corteo Storico di Lucera (seconda settimana di agosto)
Istituito nel 1983 per rievocare la cacciata dei saraceni e l'avvento dei d'Angiò, si snoda per le vie della città, partendo dalla Fortezza svevo-angioina. Fino a pochi anni fa, si svolgeva nel pomeriggio del 14 agosto, trovando il suo culmine in Piazza Duomo, dove aveva luogo la suggestiva consegna delle chiavi della città da parte del re Carlo II d'Angiò all'icona trecentesca di Santa Maria Patrona di Lucera; seguiva poi il Torneo delle Chiavi o Palio della città, presso l'Anfiteatro Romano. Ad oggi, con gran rammarico, rimane solo il corteo storico, anticipato di qualche giorno, perdendo così la sua importanza e il suo tradizionale valore simbolico.
La Passione di Cristo a Lizzano e Ginosa (nella Domenica delle Palme a Lizzano e Sabato delle Palme, sabato Santo e intorno alla metà di agosto a Ginosa)
È la rappresentazione della vita, morte e resurrezione di Gesù Cristo. Le due manifestazioni vantano tantissimi attori in abiti curati nei minimi particolari che sono impegnati nelle rappresentazioni che assumono connotati alquanto suggestivi e mistici con una partecipazione molto numerosa del pubblico che per l'occasione giunge a Lizzano e Ginosa da ogni parte della Puglia e non solo. Le due manifestazioni aderiscono all'associazione nazionale "Euroassione per l'Italia" e a quella internazionale di "Europassion".
Festa della Madonna della Fontana e corteo storico a Torremaggiore (martedì e mercoledì dopo Pasqua, e ultima settimana di agosto)
la prima è la processione di una statua in gesso della Madonna della Fontana, una Madonna che apparve a un contadino mentre dava da bere al suo cavallo in una fontana, e ogni anno viene festeggiata con fiere e fuochi d'artificio. Il secondo è una rievocazione storica della venuta dei profughi da Fiorentino e Dragonara nel 1252, e del passaggio di Federico II da Torremaggiore. Ogni anno durante questo periodo si svolge il palio tra le contrade e il caratteristico "incendio del castello".
Palio del Viccio a Palo del Colle (martedì grasso)
tradizionale palio equestre che si tiene l'ultimo giorno del carnevale locale. I cavalieri, rappresentanti dei rioni, con abilità si contendono il Palio ed il premio rappresentato simbolicamente da un tacchino (in dialetto locale Viccio). Il palio vede i contendenti, dotati di una corta lancia, devono forare una vescica riempita di acqua, posta ad alcuni metri di altezza nel corso principale del paese. La gara mostra abili cavalieri che si esibiscono con abilità equestre, cavalcando al galoppo in piedi.
-Le notti del Solleone
Festival che si svolge nel Salento nel periodo di Luglio e Agosto.
Folklore[modifica | modifica wikitesto]

Avanti Tutta - Uno dei carri allegorici del Carnevale Massafrese nel 2007

Ingresso monumentale della Fiera del Levante a Bari
Carnevale di Putignano
È considerato uno dei più importanti e antichi carnevali d'Italia. La maschera caratteristica della manifestazione è chiamata Farinella e deve il suo nome all'omonima pietanza putignanese. Il carnevale di Putignano è uno dei più lunghi per durata, avendo inizio il 26 dicembre con la cerimonia delle "propaggini", competizione in versi dialettali di satira e di costume locali. Dal 2006, ne viene disputata anche un'edizione estiva.
Carnevale di Manfredonia
Il Carnevale di Manfredonia, tra i maggiori carnevali italiani, nasce nel 1954 ed è riconosciuto dalla Regione Puglia come "manifestazione di interesse regionale". Le iniziative si protraggono per almeno due settimane e culminano nella sfilata dei gruppi e dei carri allegorici la domenica di Carnevale. La maschera tipica è "Ze Pèppe". Piatti tipici carnevaleschi sono la "farrata", (rustico), e gli "scagliozzi" (polenta fritta). È associato alla Federazione europea delle città del carnevale. Per due volte è stato inserito tra le manifestazioni abbinate alla Lotteria Nazionale.
Carnevale di Massafra
È considerato uno dei più importanti e festosi della Puglia. Questo perché, a differenza degli altri carnevali, la maggior parte del corso mascherato non è transennato, e cittadini e forestieri partecipano direttamente all'animazione e al divertimento, stimolati dalle coreografie e dalle scenografie dei carri e dei gruppi allegorici che sfilano lungo il corso principale del paese.
Carnevale di Gallipoli
Inizia il 17 gennaio con la festa di Sant'Antonio Abate (te lu focu = del fuoco); viene accolto con la tradizionale Focareddha, cioè un grande falò costruito con gli alberi di Natale. L'ultima domenica di carnevale e il martedì grasso si svolge la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati lungo Corso Roma. La maschera tradizionale di Gallipoli è lu Titoru, cioè Teodoro. Tradizione vuole che Teodoro fosse un giovane gallipolino, che tornato dal militare chiese alla madre un piatto di polpette, il suo piatto preferito. La madre accontentò il figlio, ma questi, nella foga di mangiarle, si strangolò con una di esse. Nel gruppo mascherato è rappresentato il giovane morto, la madre e un gruppo di comari che piangono (le "chiangimorti"), che sono sempre dei ragazzi vestiti da donna. La madre di "Titoru", è la "Caremma", figura caratterizzante della Quaresima. Nel 2010 il Carnevale di Gallipoli è stato abbinato alla Lotteria Italia.
Storica Sagra Pirotecnica di Locorotondo
In occasione dei grandi festeggiamenti del Santo Patrono di Locorotondo San Rocco, che si tengono ogni anno dal 14 al 17 agosto tra luminarie, bande musicali, fiere e eventi religiosi, il 16 agosto alle 24:00 si tiene la famosa Sagra Pirotecnica, tra le più antiche del sud Italia, alla gara partecipano oltre 4 o 5 ditte tra le migliori d'Italia.
Criminalità organizzata
La Puglia è interessata in maniera rilevante dal fenomeno mafioso, che in questa regione si estrinseca con organizzazioni criminali quali Sacra Corona Unita, Società Foggiana e Mafia Garganica. Notabile, in ogni caso, la minore invasività e l'inesistenza di un controllo capillare del territorio analogo a quello esercitato in altre regioni dalle mafie.

Economia
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.
Tra le regioni del Mezzogiorno, l'economia della Puglia è quella che ha registrato negli ultimi anni l'andamento migliore. La crescita del PIL, secondo i dati ISTAT, segna un +1,8% (+1,5% dell'Italia nel complesso e +0,7% del Mezzogiorno) dovuto soprattutto alla crescita del settore terziario (+2,9%) e dell'Industria (+0,7%) a fronte di un calo notevole del settore agricolo (-8,8%). Il Pil ai prezzi di mercato per abitante evidenzia un ritmo di crescita del +3,9% (a fronte del +3,0% nazionale e +2,6% del Mezzogiorno).

La Puglia conosce negli ultimi anni uno sviluppo accelerato del turismo, che però presenta dei limiti: esso è soprattutto nazionale e stagionale. Gli arrivi turistici nel 2007 sono stati di 2.276.402 italiani e 417.479 stranieri[46].

La Puglia è riuscita a coniugare le proprie tradizioni la propria storia e le vocazioni produttive con l'innovazione e la tecnologia. Ha raggiunto, infatti, buoni livelli di specializzazione in numerosi comparti industriali. Diverse politiche con l'obiettivo di sviluppare processi di innovazione insieme a una vasta disponibilità di incentivi agli investimenti, hanno fatto sì che il sistema produttivo locale crescesse e che si attirassero oltre 40 gruppi industriali internazionali appartenenti ai settori aerospaziale, automobilistiche, chimico e ICT.

Il sistema regionale della ricerca conta oltre 5.000 ricercatori e vanta competenze scientifiche specializzate in ambiti interdisciplinari: settori Biologia, ICT e nanotecnologie, che hanno contribuito alla nascita e consolidamento di tre distretti tecnologici: biotecnologie, high tech e meccatronica. La regione dispone inoltre di un capitale umano altamente qualificato e specializzato che conta oltre 103.000 studenti universitari e quasi 15.000 nuovi laureati l'anno.

Di seguito la tabella che riporta il PIL e il PIL pro capite al 2009[47][48] della Puglia dal 2000 al 2009:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
align="left" 69.273,2
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro) 13.825,2 14.504,5 14.962,2 15.284,0 15.702,1 16.022,6 16.656,6 17.355,8 17.955,90 16.880,0[49] 16.932[50]
Valore aggiunto per provincia[modifica | modifica wikitesto]

In provincia di Foggia si coltiva il 50% del pomodoro italiano
Di seguito valore aggiunto per provincia pro capite nel 2009[51].

Provincia Valore aggiunto (€) Capoluogo Valore aggiunto (€)
Provincia di Foggia 14.344 Foggia 19.179
Provincia di Barletta-Andria-Trani 12.559 Barletta, Andria, Trani 13.101
Provincia di Bari 16.037 Bari 23.008
Provincia di Taranto 14.929 Taranto 21.963
Provincia di Brindisi 14.164 Brindisi 22.438
Provincia di Lecce 16.523 Lecce 27.540
Totale Puglia 14.794 Totale capoluoghi di provincia 20.415
Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]
La Puglia presenta una notevole dotazione infrastrutturale che presenta però notevoli carenze soprattutto nella zona meridionale della regione (provincie di Lecce, Brindisi, Taranto e marginalmente entroterra foggiano e barese)


Le autostrade presenti in Puglia
Assi viari
Autostrade
autostrada Autostrada A14 Bologna-Taranto: detta anche Autostrada Adriatica, è il secondo asse meridiano della penisola italiana, lungo 743,4 km. È stata ed è tuttora una delle "vie delle vacanze" servendo la costa adriatica dalla Riviera Romagnola alla Puglia. Nel territorio pugliese l'A14 ha un andamento pianeggiante e caratterizzato da lunghi rettilinei e presenta due corsie per senso di marcia più la corsia di emergenza. L'apertura della tratta fra Bari e Canosa di Puglia risale al 1969, mentre la porzione a nord di Canosa e il prolungamento fino a Taranto datano rispettivamente al 1973 e 1975.
autostrada Autostrada A16 Napoli-Canosa di Puglia: L'Autostrada A16, inaugurata nel 1969, è definita anche Autostrada dei due mari, perché connette la parte meridionale della Penisola dalla costa tirrenica a quella adriatica; in particolare essa ha origine dall'A1 alla periferia di Napoli e termina dopo 172 km intersecando l'A14 presso Canosa. A causa della conformazione del territorio, il tratto pugliese dell'autostrada è spesso soggetto a forti venti che ostacolano la circolazione dei mezzi pesanti. L'attuale denominazione risale al 1973 quando venne inaugurato il tratto dell'Autostrada Adriatica da Lanciano a Canosa: fino ad allora l'intera tratta da Napoli a Bari era infatti denominata A17, nome poi abbandonato probabilmente per motivi scaramantici.
Altri assi viari
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg strada a scorrimento veloce Strada Statale 16 Bari-Foggia. La tratta, quasi interamente in variante, connettendo al capoluogo regionale i popolosi centri costieri del nord barese e il capoluogo della Capitanata, costituisce una valida alternativa all'autostrada A14 in quanto presenta due corsie per senso di marcia divise da spartitraffico.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Superstrada Bari-Lecce. Il principale asse viario per il Salento, interamente in superstrada, nasce dalla Tangenziale di Bari come SS 16, con un tracciato raddoppiato in parte in sede e in parte in variante. Nei pressi di Fasano il tracciato della SS 16 si integra con la SS 379, che termina in corrispondenza di Brindisi e dove torna nuovamente come SS 16, formando la Tangenziale di Brindisi. A sud di Brindisi, la SS 16 si unisce alla SS 613 fino alla tangenziale di Lecce.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Italian traffic signs - strada riservata ai veicoli a motore.svg Strada Bari-Taranto. Collega le due più popolose città della regione, costituendo un'alternativa gratuita all'Autostrada A14. È denominata Strada statale 100 di Gioia del Colle dalla tangenziale del capoluogo barese a Palagiano, dove si innesta nella Strada statale 7 Via Appia. Molto trafficata, ha carreggiate separate sino a Gioia del Colle.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Strada Statale 106 Jonica. Corre lungo la costa del mar Jonio da Taranto a Reggio Calabria. Il tratto pugliese, a carreggiate separate e due corsie per senso di marcia, si presenta agevole da percorrere.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Superstrada Taranto-Brindisi. Costituisce il tratto terminale della Strada Statale 7 via Appia.
Italian traffic signs - strada riservata ai veicoli a motore.svg Strada a scorrimento veloce Taranto-Lecce. Ha grande importanza per il Salento ed è in fase di programmazione l'ampliamento del tratto a 4 corsie.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Italian traffic signs - strada riservata ai veicoli a motore.svgStrada Bari-Matera-Potenza. La principale via di comunicazione da Bari verso la Basilicata è denominata SS 96 che collega Bari a Tolve (PZ). Ad Altamura è possibile imboccare la SS 99 verso Matera. Continuando per Gravina in Puglia si va in direzione di Potenza. È in corso c/o il CIPE il nuovo programma di allargamento della grande opera infraregionale Salerno-Potenza-Bari. Il tratto da Altamura a Matera è tutto con spartitraffico centrale.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Italian traffic signs - strada riservata ai veicoli a motore.svgEx Strada Statale 98 Andriese-Coratina. Quasi interamente a carreggiate separate, tocca i comuni della prima fascia murgiana a nord di Bari da Andria a Bitonto, innestandosi sulla SS96 Bari-Matera-Potenza nei pressi di Modugno. Dal 2001 è stata declassata a strada provinciale.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Italian traffic signs - strada riservata ai veicoli a motore.svgStrada Foggia-Gargano. In superstrada nel tratto Foggia-Manfredonia, prosegue lungo tutta la costa del promontorio con la denominazione di SS 693 dei Laghi di Lesina e Varano.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Italian traffic signs - strada riservata ai veicoli a motore.svgStrada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico. Un tempo fondamentale asse di comunicazione tra l'Abruzzo interno e la Puglia, con lo sviluppo della rete autostradale e la scomparsa della transumanza ha visto ridimensionato il proprio ruolo. Il tratto pugliese connette Foggia al Sannio e al Molise.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Superstrada Foggia-Candela. Collega il capoluogo dauno con il casello autostradale di Candela, sull'Autostrada A16.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Italian traffic signs - strada riservata ai veicoli a motore.svg Strada Lecce-Santa Maria di Leuca. Insieme alla Superstrada Lecce-Gallipoli (SS 101), è il principale asse nord-sud del Basso Salento. Fino a Maglie ha carreggiate separate e mantiene la denominazione di SS 16.
Italian traffic signs - strada riservata ai veicoli a motore.svg Strada Otranto-Gallipoli. Taglia il Basso Salento in direzione est-ovest, dall'Adriatico allo Jonio.
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Strada statale 172 dei Trulli. Collega Casamassima con Taranto percorrendo la valle d'Itria e passando per Turi, Putignano, Alberobello, Locorotondo e Martina Franca.
Linee ferroviarie

La stazione di Bari centrale
La rete ferroviaria pugliese, fuori dalle linee principali è alquanto obsoleta e sottoutilizzata.

Linee ferroviarie dello Stato
I collegamenti delle Ferrovie dello Stato sono:

la Ferrovia Adriatica Ancona-Lecce (con tratta Foggia-Bari adeguata al trasporto TAV con limite max di 250 km/h) e con tratta Bari-Lecce, a doppio binario;

Facciata della stazione di Foggia ricostruita dopo i bombardamenti

La stazione ferroviaria di Barletta
la Ferrovia Bari-Taranto con raddoppio di linea recentemente eseguito;
la Ferrovia Taranto-Brindisi;
le linee secondarie sono la Barletta-Spinazzola, la Foggia-Manfredonia, Rocchetta Sant'Antonio-Gioia del Colle;
i collegamenti con la Campania e la Basilicata sono assicurate on la Ferrovia Napoli-Foggia e la linea Avellino-Rocchetta Sant'Antonio, Foggia-Potenza è in fase di programmazione la realizzazione della linea ad alta capacità Bari-Foggia-Caserta, che porterà i tempi di percorrenza a 110 minuti rispetto alle 4 ore attuali;
i collegamenti con la Calabria e la Basilicata ionica sono assicurati dalla Ferrovia Jonica.
Ferrovie in concessione

Automotrice EL.05 delle ferrovie del Nord Barese
In Puglia la rete delle ferrovie private supera per estensione quella delle Ferrovie dello Stato: da moltissimi anni (alcune da un secolo) operano quattro diverse aziende ferroviarie:

Ferrovie del Nord Barese (già Bari Nord)
si snodano lungo la linea Bari-Barletta, collegando numerosi centri dell'entroterra al capoluogo pugliese, con un bacino di utenza di circa 700.000 abitanti. La società che gestisce la rete ferroviaria e il trasporto passeggeri è la Ferrotramviaria Spa. Sono indicate con la sigla FNB o, secondo la vecchia denominazione, FT (Ferrotramviaria). La linea, lunga 70 km, attraversa il territorio dei seguenti comuni: Bari, Bitonto, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Corato, Andria, Barletta. Attualmente il primo tratto della ferrovia costituisce una linea cittadina metropolitana e collega le stazioni di Bari (Bari Centrale, sottovia Q. Sella, Via Brigata Bari, Cimitero, San Girolamo, con deviazione verso il Rione San Paolo). Le Ferrovie gestiscono anche un servizio di autolinee lungo le stesse direttrici di percorso.
Ferrovie del Sud Est
raggiungono i comuni interni della provincia di Brindisi, della provincia di Taranto e quelli più a sud della provincia di Lecce. Le ferrovie si estendono dalla stazione di Bari Centrale sino a Gagliano del Capo, vicino a Santa Maria di Leuca, nell'estremo sud del Salento. Nel Salento questa ferrovia è conosciuta anche col nome di Littorina, che è poi il nome delle prime motrici diesel a tutt'oggi utilizzate (nonostante la loro vetusta età). Nel 2009 la Regione Puglia ha consegnato alle FSE (Ferrovie del Sud-est) ben 26 nuovi treni modernissimi. È in programmazione l'elettrificazione delle linee, a partire dalla Bari - Martina Franca. Va ricordato che le ferrovie esistono da oltre un secolo: il primo tratto fu la linea Bari - Locorotondo. Attualmente il primo tratto della ferrovia costituisce una linea cittadina metropolitana e collega le tre stazioni di Bari (Bari Centrale, Bari Sud Est e Bari Mungivacca-Ikea), Le FSE gestiscono anche un servizio di autolinee (le più importanti collegano Bari a Taranto e Bari a Brindisi).
Ferrovie del Gargano
(FdG o FG) è una società (fondata dall'ingegner Romeo e ora di proprietà della famiglia barese Scarcia) che gestisce la linea ferroviaria di quasi 79 km (da San Severo a Peschici), con 11 stazioni e 7 fermate, che collega i centri del Gargano settentrionale alla rete ferroviaria nazionale. Le FG, che sono la più importante società di trasporto pubblico della Capitanata, gestiscono anche la linea Foggia - Lucera e offrono anche un servizio su strada che assicura numerosi collegamenti extraurbani su gomma, a livello sia regionale sia nazionale.
Ferrovie Appulo Lucane
rappresentano la linea ferroviaria che collega la Puglia con la Basilicata. Attualmente tale linea è gestita dalla Ferrovie Appulo-Lucane S.r.l. (FAL). La FAL gestisce anche un servizio autolinee per il collegamento Puglia - Basilicata. Le linee ferroviarie presenti non sono elettrificate, per cui il servizio è effettuato con motrici Diesel. A Potenza le FAL si collegano sia alla rete delle FS, che alla gemella FCL.
Porti

Porto di Barletta con in primo piano la darsena dei pescatori

Porto di Trani con cattedrale

Bari, terminal crociere.

Porto di Giovinazzo
Il porto di Bari è mercantile, commerciale e turistico (terminal crociere).
I collegamenti principali sono per Albania (Durazzo), Montenegro (Antivari) e Grecia (Corfù, Igoumenitsa e Patrasso). Le molteplici funzioni operative del porto di Bari possono contare su banchine attrezzate per la movimentazione di ogni tipo di merce e su una eccellente rete di collegamenti con ogni modalità di trasporto. Anche grazie a tali caratteristiche il Porto di Bari è stato indicato quale "terminale occidentale".
Il porto di Brindisi è mercantile, commerciale, turistico e militare (COMDINAV 3). Effettua collegamenti con l'Albania (Valona), Grecia (Corfù, Igoumenitsa, Cefalonia, Paxos, Zante, Patrasso), Turchia (Çeşme).
Il porto di Taranto è per lo più militare (COMDINAV 2), mercantile e industriale. È uno dei porti più importanti in Italia e nel Mediterraneo ed è il secondo porto italiano per numero di merci. Effettua collegamenti con gli altri porti italiani e con quelli del Mediterraneo, del medio Oriente e della Cina.
Il porto di Manfredonia. Manfredonia possiede 3 porti: uno peschereccio, uno industriale e uno turistico ( "Marina del Gargano" ).
Il porto di Mola di Bari: Mola dispone di un porto peschereccio e turistico:oltre a 350 imbarcazioni da diporto, esso ospita 115 imbarcazioni da pesca per complessive 2.616 tonnellate di stazza lorda, che fanno di quella molese la seconda marineria della città metropolitana di Bari e tra le prime dell'intero Adriatico.
Il porto turistico di Rodi Garganico dispone di 310 posti barca da 8 a 45 metri ed è dotato di uno yacht club. Vi salpano aliscafi giornalieri per le Isole Tremiti e settimanali per la Dalmazia.
Il porto di Barletta prevalentemente mercantile, è uno dei più apprezzati del Mare Adriatico per ampiezza di bacino e sicurezza.
Il Porto di Trani, a vocazione soprattutto turistica e peschereccia, occasionalmente vi sono collegamenti con la costa croata.
Il porto di Bisceglie è peschereccio e turistico. Prevalentemente peschereccio, recentemente adeguato all'accoglienza di circa 500 imbarcazioni da diporto.
Il porto di Molfetta, prevalentemente peschereccio
Il porto di Monopoli.
Il porto di Otranto è mercantile e turistico. Effettua collegamenti con Valona (Albania), Corfù, Igoumenitsa (Grecia).
Il porto di Gallipoli è mercantile e turistico
Aeroporti

Aeroporto di Bari

L'aeroporto di Brindisi
Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyła": sorge nel quartiere Palese-Macchie, a nord del capoluogo. Il terminal passeggeri, inaugurato nel 2005, è dimensionato per 3.600.000 passeggeri/anno, con un picco di 1.400 passeggeri/ora. Grazie all'introduzione di diverse nuove rotte, anche internazionali, sia con vettori tradizionali ma soprattutto low-cost, negli ultimi anni il traffico annuo è aumentato costantemente e significativamente, arrivando nel 2011 ad un flusso di 3.725.629 passeggeri (il 9,60% in più rispetto all'anno precedente)[52]. Nel 2012 è prevista l'apertura del collegamento ferroviario con il centro di Bari e l'inizio dei lavori di ampliamento del terminal passeggeri, con il raddoppio della superficie destinata al traffico passeggeri e alle attività commerciali.
Aeroporto internazionale del Salento: si trova alla periferia di Brindisi (nel quartiere Casale: è denominato anche "Papola Casale") e serve l'intera Puglia meridionale, con un traffico annuo di 2.058.057 passeggeri nel 2011[53], in forte crescita negli ultimi anni (+ 28,10% nel 2011). Il terminal è stato recentemente ammodernato. La presenza di due piste con diverso orientamento garantisce l'operatività dello scalo anche con condizioni climatiche avverse. L'aeroporto è adibito anche a uso militare e ospita una base logistica e di pronto intervento umanitario dell'ONU.
Aeroporto di Foggia "Gino Lisa": è impiegato per voli nazionali e per collegamenti con elicottero per le isole Tremiti e le località turistiche del Gargano.
Altri aeroporti:

L'aeroporto di Taranto-Grottaglie, a servizio dei vicini stabilimenti Alenia Aeronautica, ha una pista lunga a sufficienza per permettere l'atterraggio degli enormi Boeing 747-400 LCF cargo, impegnati per il trasporto delle fusoliere dei Boeing 787 in costruzione.
Sono a esclusivo uso militare gli aeroporti di Gioia del Colle, Lecce-Galatina e Amendola, presso Foggia.
L'aeroporto Lepore di Lecce-San Cataldo è un aeroporto civile di terzo livello adibito a uso privato e di soccorso.
Cultura
La posizione della Puglia è stata un'arma a doppio taglio da un punto di vista economico e culturale. Ubicazione fortunata in epoca classica perché era il ponte naturale per l'Oriente, la Puglia risente tutt'oggi della sua peculiarità di confine culturale tra un Occidente romano-germanico e un Oriente greco-bizantino.

« Si possiede quasi la sensazione che la letteratura abdichi ai propri statuti affidandosi quasi totalmente al figurativo e all'architettonico. »
(Michele Dell'Aquila - Letteratura in Puglia e nel Mezzogiorno d'Italia fra Sette e Novecento - Giardini, 1992)
Istruzione
Università e ricerca
Nell'anno 2003/04, secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in Puglia la popolazione scolastica era di 728.739 alunni, di cui 132.813 (pari al 18,2%) nella scuola materna, 222.903 (il 30,6%) nella scuola elementare, 150.457 (20,6% del totale) nella scuola secondaria di primo grado e 222.566 (30,5%) nella scuola secondaria di secondo grado.[54]

Sistema universitario
Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, nell'anno 2003/04 i nuovi iscritti alle università pugliesi sono stati 20.094 su una popolazione complessiva di circa 120.000 studenti, suddivisi in sei università.


Il logo dell'Università di Bari

Il logo del Politecnico di Bari

Il logo dell'Università del Salento

Il logo dell'Università di Foggia
Università di Bari Aldo Moro
Fondata nel 1925, conta più di 60.000 studenti, 15 facoltà e 150 corsi di laurea.[55] È la principale università pugliese e uno dei maggiori istituti universitari italiani. Oltre allo storico palazzo Ateneo, al centro di Bari, l'università conta diverse sedi nel capoluogo barese e sedi staccate a Taranto e Brindisi. Il 15 gennaio 2010, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stata intitolata allo statista pugliese Aldo Moro, che vi fu docente per oltre trent'anni.
Politecnico di Bari
È un'università statale a carattere scientifico-tecnologico fondata nel 1990 per gemmazione dall'Università di Bari. Organizzato sulle tre sedi di Bari, Taranto e Foggia, nelle quali si contano complessivamente circa 12.000 studenti, il Politecnico forma architetti, ingegneri e disegnatori industriali per un totale di 36 corsi di laurea di primo e secondo livello. Vi hanno sede inoltre diversi corsi di dottorato di ricerca e master universitari.
Università del Salento
Nota sino al 2007 come Università degli Studi di Lecce, con nove facoltà e 29.000 iscritti è il secondo ateneo della Puglia per dimensioni. Accanto alla sede leccese, conta dislocazioni a Brindisi e Mesagne. Ospita l'ISUFI, una scuola superiore universitaria attiva nell'alta formazione in molteplici settori scientifici, cui fa capo il National Nanotechnologies Laboratory (NNL), centro di eccellenza a livello internazionale sulle nanotecnologie.
Università di Foggia
Il polo universitario foggiano, nato nel 1990 come sede staccata dell'Università di Bari, ha ottenuto l'autonomia amministrativa nel 1999[56]. Conta oggi cinque facoltà e oltre 10.000 studenti e ha sedi in diversi comuni della provincia.
Libera Università Mediterranea
Nata nel 1995 con il riconoscimento da parte dell'Action Jean Monnet – Commissione europea di Bruxelles - quale sede di cattedre, corsi permanenti e moduli d'insegnamento, orientati a diffondere la cultura dell'integrazione europea, ha sede a Casamassima, nell'hinterland barese.
Università LUMSA
La Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA), un'università privata di ispirazione cattolica con sede a Roma, ha anche una sezione staccata a Taranto.
Ricerca[modifica | modifica wikitesto]
In Puglia la ricerca è coordinata dall'Agenzia Regionale per la Tecnologia e l'Innovazione (ARTI), e condotta da numerosi istituti:

Il Centro di Eccellenza in Meccanica Computazionale (CEMeC)
Si occupa di ricerca e innovazione industriale, formazione e consulenza nei settori delle turbomacchine, dei sistemi di iniezione, delle trasmissioni meccaniche, dei sistemi frenanti, dei sistemi ruota-rotaia e dell'interazione fluido-struttura (flutter).
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche
Con 23 istituti, lavora nei settori agroalimentare, dell'ingegneria, delle scienze naturali, chimiche e biologiche, delle scienze marine e della mineralogia. In particolare a Lecce sono presenti l'Istituto per i beni archeologici e monumentali e le sezioni dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari, dell'Istituto per la microelettronica e microsistemi, dell'Istituto di fisiologia clinica e dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima. Taranto è, invece, sede dell'Istituto sperimentale talassografico "Attilio Cerruti" e della Fondazione marittima "Ammiraglio Michelagnoli" che opera d'intesa con lo stesso CNR e con organismi universitari.
L'ENEA di Mesagne
Il centro ricerca è presente fin dai primi anni novanta con uno sportello tecnologico. Nel 2001 l'ENEA ha consolidato la propria presenza nella città adriatica, rilevando le strutture del Centro Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo dei Materiali, e creando un proprio centro all'interno della "Cittadella della Ricerca". Attualmente operano nel Centro l'Unità Tecnico Scientifica Materiali e Nuove Tecnologie (MAT), l'Unità Tecnico Scientifica Fusione (FUS), l'Unità Tecnico Scientifica Tecnologie Fisiche Avanzate (FIS) e il Progetto Speciale Clima Globale (CLIM).
Tecnopolis
È il primo parco scientifico e tecnologico nato in Italia, si occupa di trasferimento tecnologico e e-government, ha sede a Valenzano, alle porte di Bari. Finalità dell'Istituzione è il trasferimento tecnologico dal mondo accademico (Università) a quello produttivo.
Il distretto tecnologico regionale “Dhitech” di Lecce
Opera per la competitività e l'innovazione nella ricerca scientifica, comprende il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie, centro di eccellenza a livello internazionale sulle nanotecnologie, che ha ricevuto riconoscimenti di varia natura, tra cui la visita ufficiale del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano il 15 settembre 2006. Il laboratorio segue linee di ricerca sia di tipo fondamentale, che di tipo fortemente applicato, grazie alle partnership con le multinazionali tecnologiche residenti presso di esso (STMicroelectronics, Agilent Technologies, TechInt, Alenia Marconi System) che appoggiano i loro programmi di formazione e reclutamento post laurea sull'ISUFI.
L'Osservatorio sul mondo rurale e sul sistema agroindustriale della Puglia
l'INEA è un'iniziativa inserita nell'ambito della Misura 4.3.6. del sottoprogramma FEOGA del Programma Operativo Plurifondo Puglia 1994-1999[57] che ha visto la nascita nel 1997. Suo compito è svolgere attività di supporto alla programmazione regionale, attraverso la fornitura di analisi, idee, strumenti, dati e informazioni.
L'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari
L'istituto fornisce ai laureati la possibilità di effettuare ricerca scientifica applicata e di lavorare in funzione delle esigenze del territorio e in stretta collaborazione politico-economica coi vari enti territoriali. Unico in Italia, è uno dei quattro istituti presenti in Europa con sede rispettivamente in Francia (IAM di Montpellier), in Spagna (IAM di Zaragoza) e in Grecia (IAM di Chania). Questi quattro costituiscono la struttura operativa del CIHNEAM (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes - Centro Internazionale degli Alti Studi Agronomici Mediterranei), organismo intergovernativo la cui sede è a Parigi, a cui i quattro istituti europei fanno capo.
Il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA)
è un Ente nazionale di ricerca e sperimentazione con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale, ittico e forestale.
Il Centro Ricerche agroalimentari Bonomo (CRB) di Andria
svolge attività di ricerca applicata, con progetti nazionali e internazionali, in collaborazione con istituti universitari, enti di ricerca, consorzi e imprese private, nei seguenti settori: gestione post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli freschi, trasformazione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari, utilizzazione dei sottoprodotti e degli scarti di produzione delle aziende agroalimentari.
L'ISUFI (scuola di management dell'innovazione)
L'Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare è una delle nove Scuole Superiori d'Italia, costruita sul modello della Scuola Normale di Pisa, riconosciuta dal MIUR nel 2005 dopo 5 anni di sperimentazione. È stata attivata presso l'Università del Salento nel 1999. La scuola realizza programmi di alta formazione nell'ambito dei seguenti settori: Nanoscenze, e-Business Management, Euromediterranean School of Law and Politics, Beni Culturali.
I centri di ricerca pubblico-privati
il Centro Laser (automazione industriale), il Cetma (materiali).
L'Università dell'idrogeno
Centro d'eccellenza no profit aperto a Monopoli nel giugno 2007 per la formazione, la ricerca e l'informazione sui temi delle nuove energie.
Nel 2008 nasce in collaborazione con il ministero dell'Ambiente, della Regione Puglia e la consulenza di Jeremy Rifkin Progetto Idrogeno, un progetto triennale dal costo di 5 milioni di euro per la costruzione di distributori di idrogeno, metano e idrometano, una miscela di idrogeno e metano. L'idrogeno viene ottenuto da fonti rinnovabili in loco.
Musei[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musei della Puglia.

Trapezophoros con due grifoni che sbranano una cerva. Scultura in marmo policromo (IV sec. a.C.) rinvenuta ad Ascoli Satriano (FG) e considerata un'opera unica nel suo genere, di cui non esistono precedenti analoghi.[58]

Ingresso della Basilica del Santo Sepolcro in Barletta, che custodisce il noto Tesoro

Antiquarium del parco archeologico di San Leucio a Canosa di Puglia

I mosaici del Duomo di Otranto
Musei archeologici
Museo archeologico nazionale Jatta
I reperti conservati nel museo furono raccolti dall'archeologo Giovanni Jatta nei primi anni dell'Ottocento. Successivamente venne arricchita dall'omonimo nipote, e venne ceduta allo Stato nel Novecento. Il museo, costituito da quattro sale contenenti quasi esclusivamente materiale ceramico della Magna Grecia, è ospitato nel piano terra dell'ottocentesco Palazzo Jatta e raccoglie materiale proveniente dalla vasta e ricca necropoli peucetica di Ruvo di Puglia, vittima, nei secoli scorsi, di scavi abusivi che hanno distribuito oggetti in tutto il mondo.
Museo archeologico nazionale di Taranto
L'importante museo archeologico, fondato nel 1887 con l'intenzione di farne il Museo della Magna Grecia, ma è dedicato principalmente alla documentazione archeologica di Taranto e del resto della Puglia. Posto nell'ex convento di San Pasquale Baylon, è stato riaperto nel 2007: accanto alla sezione preistorica, inerente ai reperti Paleolitico e dell'età del Bronzo dell'intero territorio pugliese, si fregia di una delle più grandi collezioni di manufatti dell'epoca della Magna Grecia, tra cui i famosi Ori di Taranto. Questi ultimi costituiscono la più importante testimonianza di come la lavorazione dei metalli preziosi, e in particolare dell'oro, fosse una delle attività più sviluppate nella città magno-greca tra il IV e il I secolo a.C.
Museo di archeologia urbana Giuseppe Fiorelli di Lucera
l Museo Civico "Giuseppe Fiorelli" la cui sede è il Palazzo De Nicastri, in via De Nicastri, si costituì nel 1905 ed è considerato il primo museo civico a nord di Bari. Al suo interno, oltre all'arredo permanente della famiglia De Nicastri, comprende preziosi manufatti che vanno dall'età preistorica all'età romana (di particolare rilievo è il Mosaico di Piazza Nocelli), fino al Medioevo. Ricca anche la pinacoteca con i quadri del pittore lucerino Giuseppe Ar.
Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo di Brindisi
Il museo, che prende il nome dall'omonimo archeologo e glottologo (1875-1952), si trova in piazza Duomo a Brindisi. Include le sezioni preistorica, che raccoglie i reperti dell'intera provincia, epigrafica, con iscrizioni in latino, ebraico e greco, numismatica, comprendente monete di età classica, medioevale e moderna, statuaria, con le statue romane rinvenute nel centro storico di Brindisi, più un antiquarium, con vasi apuli e attici, trozzelle, monete, e un ambiente dedicato ai bronzi di Punta del Serrone, con le due statue restaurate del console Lucio Emilio Paolo Macedonico e del civis romanus nelle vesti di togato, teste-ritratti, immagini femminili e altri bronzi rinvenuti in occasione degli scavi subacquei del 1992.
Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce
È uno dei musei archeologici di Lecce ed è intitolato al duca di Cavallino Sigismondo Castromediano, appassionato di archeologia, che ne volle l'istituzione nel 1868. È situato nel collegio Argento, dal nome del padre gesuita che lo fondò nel 1888 ed è stato acquistato dalla Provincia di Lecce nel 1967 e ristrutturato.
Il museo si divide in cinque sezioni: Didattica, con il plastico del Salento che riporta tutti i siti di rilevanza storico-artistica; Antiquarium, con vasi attici a figure nere e a figure rosse e vasi italici (VI e V secolo a.C.) e vari altri reperti archeologici: oggetti in bronzo, monete antiche e lapidi con iscrizioni messapiche; Topografia, con le antiche mappe del Salento; Pinacoteca, con tele di scuola veneta e napoletana (tra XIV e XVIII secolo) e anche alcune sculture romaniche e rinascimentali; Sala mostre, con opere di artisti contemporanei (tra XIX e XX secolo).
Nello stesso plesso è presente la Biblioteca Provinciale, con oltre 1000 scritti tra libri, riviste e giornali d'epoca. Oltre a essa è presente una grande sala studio.
Museo archeologico civico di Canosa
Fu istituito nel 1934 e collocato nel settecentesco Palazzo Casieri. Ospita circa 2000 reperti archeologici provenienti da scavi in Canosa e in tombe del V - III secolo a.C. Si trovano iscrizioni, sculture, bassorilievi, marmi, monete, gioielli, ceramiche e vasi che risalgono a un vasto arco di tempo di circa 1500 anni (dal VI -V secolo a.C. al IX -X secolo d.C.): dal preistorico, dauno, romano, paleocristiano e bizantino-medioevale. In passato il museo è stato privato di alcuni pezzi di inestimabile valore, come ad esempio i preziosi ori della Tomba degli Ori. Questi gioielli sono attualmente custoditi presso Museo nazionale archeologico di Taranto, e sparsi nei maggiori musei italiani e europei (fra cui il Museo del Louvre).
Polo Museale di Gravina in Puglia
Di istituzione recente (nel 2012), avrà collocazione in vari punti nevralgici della storia gravinese all'interno del territorio urbano della Città. Apertura prevista, nel 2014.
Altri musei

Palazzo Sylo-Calò a Bitonto, sede della galleria nazionale di Puglia

Orecchino in oro, fine IV secolo a.C.,ritrovati negl'ipogei lagrasta di Canosa. Museo archeologico nazionale di Taranto
Museo dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie-Nazareth
Il museo nasce nel 1975 per volontà dell'Arcivescovo Giuseppe Carata, al fine di dare una più adeguata sistemazione al materiale lapideo e scultorio proveniente da demolizioni operate nella Cattedrale ed in altre chiese della città di Trani. Nel corso degli anni il suo patrimonio si è notevolmente arricchito di opere e reperti di grande valore artistico e storico. L'Istituzione ha così, nel corso degli anni, sdoppiato le sue sedi, dedicando agli spazi di Palazzo Addazi l'esposizione della collezione pittorica e scegliendo l'attiguo Palazzo Lodispoto come nuova sede per il restante patrimonio artistico.
Museo Diocesano di Lucera: Il Museo Diocesano, la cui sede è il Palazzo Vescovile, in piazza Duomo, è stato inaugurato nel 1999. All'interno delle sale, oltre alla Pinacoteca dei Vescovi, sono conservati manufatti di diverse epoche. Di rilevante importanza sono: una pisside in diaspro sanguigno rosso del secolo XIII, un dittico di scuola sulmonese in lamine d'argento dorato del secolo XIV, il camice di lino con ricami, la stola e il cappello del Beato Agostino Casotti (XIV secolo), il mantello di lana del francescano San Francesco Antonio Fasani (secolo XVII-XVIII), l'artistico armadio-cappella contenente l'altare in legno dorato appartenuto alla famiglia di mons. Freda (secolo XVIII-XIX).

Museo Emanuele Barba,a Gallipoli nasce nel 1823 a opera del canonico Carmine Fontò che rese pubblici i suoi libri. A queste prime donazioni se ne aggiunsero altre da parte di conventi Domenicani e Francescani. Dopo alcuni anni il Museo venne affidato a Emanuele Barba (filosofo, medico, docente) che istituì un "Gabinetto zoologico". Oggi nel museo sono presenti collezioni di armi, abiti, fossili. È esposta inoltre la collezione del pittore gallipolino Giovanni Andrea Coppola. Il museo comprende reperti archeologici, sarcofagi e vasi messapici con iscrizioni; ritratti di personaggi illustri di Gallipoli; una raccolta numismatica;

Museo diocesano Monsignor Aurelio Marena di Bitonto
Creato tra il 1969 e il 1970, il museo è ospitato sui tre piani della curia vescovile di Bitonto. Si tratta del museo dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto, che raccoglie i beni artistici della cattedrale di Bitonto. La collezione è composta soprattutto da tele ma anche da vasi di Sevres, arredi sacri e sculture datate dal XIII secolo fino al Novecento. La ricca collezione ospitata nel museo diocesano sarà a breve trasferita presso l'ex seminario vescovile annesso alla chiesa di Chiesa di San Francesco della Scarpa. La struttura, articolata su due livelli e dotata di un giardino pensile, ospiterà oltre 2500 pezzi e sarà il museo diocesano più grande del mezzogiorno.
Pinacoteca Provinciale di Bari
Istituita nel 1928, era inizialmente ospitata nel locale Palazzo del Governo. Nel 1936 la sua sede fu trasferita nelle sale del Palazzo della Provincia, sul lungomare monumentale di Bari, dov'è tuttora custodito il suo ingente patrimonio artistico. Il materiale attualmente esposto comprende: una sezione medioevale; pittura pugliese tardo medioevale e di scuola napoletana alto medioevale; dipinti veneti del XV e XVI secolo provenienti da numerose chiese di tutta la Puglia; una sezione di dipinti di Corrado Giaquinto; un'importante raccolta di pittura napoletana e meridionale del XIX secolo; maiolica pugliese medioevale; presepi napoletani; capi d'abbigliamento antico; dipinti del XIX e XX secolo nonché opere d'arte contemporanea.
Pinacoteca De Nittis di Barletta
Nella pinacoteca, ospitata presso il barocco Palazzo della Marra, è esposta la collezione permanente delle opere del celebre impressionista barlettano cui è dedicata. Periodicamente vi vengono organizzate mostre temporanee di livello internazionale, in genere relative ad artisti di fine Ottocento coevi di De Nittis.
Galleria nazionale di Bitonto
È la prima galleria nazionale della Puglia ed è considerato il più importante nel suo genere in città e uno dei più ammirati e prestigiosi della regione. È nato il 18 aprile 2009 e ha sede nel Palazzo Sylos-Calò di Bitonto, gioiello rinascimentale cittadino risalente alla prima metà del XVI secolo. La raccolta è frutto di una ricerca da parte dei fratelli collezionisti Girolamo e Rosaria De Vanna, cui il museo è intitolato, i quali nel 2004 donarono allo Stato gran parte della loro ricchissima collezione privata, formata da 229 dipinti e 108 disegni di importanti artisti italiani e stranieri, databili tra il XVI e i primi del XX secolo, chiedendo la sistemazione delle opere nel prestigioso e rinascimentale palazzo Sylos-Calò, sede attuale della galleria. Per quanto concerne l'arte contemporanea, sono presenti opere provenienti anche dagli Stati Uniti.[59] Sono attualmente esposti 166 dipinti suddivisi in cinque sezioni.
Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro di Barletta
Comprende diverse oreficerie sacre, in parte provenienti dalla Palestina e databili ai primi decenni del XIII secolo; tra questi una croce patriarcale binata, contenente la reliquia della Santa Croce, portata a Barletta nel 1291 dal Patriarca di Gerusalemme Randulphus.
Museo civico di Lizzano
Il Museo civico della paleontologia e dell'uomo, ha sede nel centro storico, nel Palazzo Majorano, un tipico palazzo dei signorotti locali dell'Ottocento. Il museo raccoglie importanti reperti a partire da 600 milioni di anni fa, provenienti da tutto il mondo e fossili ritrovati nel territorio di Lizzano o della regione. Un'ampia sezione è dedicata all'archeologia con l'esposizione di vari reperti risalenti al periodo della Magna Grecia, al Neolitico e prossimamente all'esposizione di reperti risalenti all'età del Bronzo, all'età Romana e a quelle medioevale. Nel museo sono esposti vari attrezzi da lavoro e oggetti di uso domestico tradizionali, come l'antico telaio ancora funzionante e corredato di accessori. Notevole "lu traìnu", carro trainato da cavallo o mulo per il trasporto, importante come valore documentario soprattutto per le nuove generazioni. Ci sono ampie sezioni dedicate alle culture dell'Africa, dell'Oceania e all'arte contemporanea.
Numerosi film di fiction hanno per sfondo e ambientazione varie località di Puglia[60]. Tra di essi si segnalano:

1923, Maria ...vieni a Marcello, Jovine
1927 L'intrusa. Una straniera a San Menaio, C. Louis Martini
1930, Idillio Infranto, Nello Mauri
1946, L'atleta di cristallo, Enzo Fiermonte
1948, Il grido della terra, Duilio Coletti
1958, Gambe d'oro, Turi Vasile
1958, La legge, Jules Dassin
1962, Anni ruggenti, Luigi Zampa
1964, Il Tramontana, Adriano Barbano
1964, La ragazza con la pistola, Mario Monicelli
1964, Il sole scotta a Cipro, Ralph Thomas
1965, Casanova '70, Mario Monicelli
1968, Nostra Signora dei Turchi, Carmelo Bene
1972, Non si sevizia un paperino, Lucio Fulci
1972, I pugni di Rocco, Lorenzo Artale
1973, Polvere di stelle, Alberto Sordi
1974, Allonsanfan, Paolo e Vittorio Taviani
1974, Il Saprofita, Sergio Nasca
1976, La compagna di banco, Mariano Laurenti
1976, La legge violenta della squadra anticrimine, Stelvio Massi
1978, L'insegnante va in collegio, Mariano Laurenti
1979, L'infermiera di notte, Mariano Laurenti
1980, Il sole anche di notte, Paolo e Vittorio Taviani
1981, Tre fratelli, Francesco Rosi
1983, Desiderio, Anna Maria Tatò
1984, Il ragazzo di Ebalus, Giuseppe Schito
1985, Myra, Silvana Abbrescia Roth
1987, Giselle, Herbert Ross
1987, Le vie del Signore sono finite, Massimo Troisi
1988, Il giovane Toscanini, Franco Zeffirelli
1988, La posta in gioco, Sergio Nasca
1989, Odore di pioggia, Nico Cirasola
1989, Turné, Gabriele Salvatores
1990, La stazione, Sergio Rubini
1991, La sposa di San Paolo, Gabrielle Rosaleva
1991, La riffa, Francesco Laudadio
1992, Verso sud (film), Pasquale Pozzessere
1992, Io speriamo che me la cavo, Lina Wertmüller
1994, Da do da, Nico Cirasola
1996, Pizzicata, Edoardo Winspeare
1997, Il viaggio della sposa, Sergio Rubini
1997, Le acrobate, Silvio Soldini
1997, Fratelli coltelli, Maurizio Ponzi
1998, Figli di Annibale, Davide Ferrario
1998, Matrimoni, Cristina Comencini
1998, Aprile, Nanni Moretti
1998, Io non ho la testa, Michele La Nubile
1998, Prima del tramonto, Stefano Incerti
1999, La capagira, Alessandro Piva
1999, Liberate i pesci, Cristina Comencini
1999, Terra bruciata, Fabio Segatori
1999, Fuori di me, Gianni Zanasi
2000, Sangue vivo, Edoardo Winspeare
2000, Chi ruba donne, Maurizio Sciarra
2000, Tutto l'amore che c'è, Sergio Rubini
2000, Albania blues, Nico Cirasola
2000, Il grande botto, Leone Pompucci
2000, 20 - Venti, Marco Pozzi
2001, Hotel Dajti - Una storia al di là del mare, Carmine Fornari
2001, I cavalieri che fecero l'impresa, Pupi Avati
2001, Nemmeno in un sogno, Gianluca Greco
2001, Ti voglio bene Eugenio, Francisco José Fernandez
2002, Sotto gli occhi di tutti, Nello Correale
2002, Zana, Corrado Lannajoli
2002, Azzurro, Denis Rabaglia
2002, Un giudice di rispetto, Walter Toschi (Bruno Mattei)
2003, A.A.A.Achille, Giovanni Albanese
2003, L'Anima Gemella, Sergio Rubini
2003, Io non ho paura, Gabriele Salvatores
2003, il miracolo, Edoardo Winspeare
2003, Mio cognato, Alessandro Piva
2004, L'amore ritorna, Sergio Rubini
2005, La bestia nel cuore, Cristina Comencini
2005, Eccezzziunale... veramente - Capitolo secondo... me, Carlo Vanzina
2005, Melissa P., Luca Guadagnino
2005, Craj, Davide Marengo
2005, La seconda notte di nozze, Pupi Avati
2006, Il padre delle spose, Lodovico Gasparini
2006, La terra, Sergio Rubini
2006, Manuale d'amore 2, Giovanni Veronesi (III dei quattro episodi)
2006, Come a Cassano, Pippo Mezzapesa (corto)
2007, 2061 - Un anno eccezionale, Carlo Vanzina
2007, La duchessa di Langeais, Jacques Rivette
2007, Les Chanteurs de Carpino, Thierry Gentet
2007, Fine pena mai, Davide Barletti e Lorenzo Conte
2008, Il passato è una terra straniera, Daniele Vicari
2008, Indovina chi sposa mia figlia (Maria, ihm schmeckt's nicht), Lino Banfi
2008, Galantuomini, Edoardo Winspeare
2008, Sogno di una morte di mezza estate, Pippo Mezzapesa (corto)
2009, L'uomo nero, Sergio Rubini
2009, Cado dalle nubi
2009, Piede di Dio, Luigi Sardiello
2009, Focaccia blues, Nico Cirasola
2010, Mine vaganti, Ferzan Özpetek
2011, Il paese delle spose infelici, Pippo Mezzapesa
2012, Non me lo dire, Uccio De Santis
2012, Beautiful (alcune puntate)
2012, Il sole dentro, Paolo Bianchini
2014, Allacciate le cinture, Ferzan Özpetek
2015, Io che amo solo te, Marco Ponti
2015, Sei mai stata sulla luna?, Paolo Genovese
Film documentari girati in Puglia[modifica | modifica wikitesto]
La taranta (1962) di Gianfranco Mingozzi

Il film di Mario (1999) di Agostino Ferrente

Sole (2000) di Mariangela Barbanente

Japigia Gagi storie di Rom (2003) di Giovanni Princigalli

Le bande (2005) di Lucio Giordano

Il sibilo lungo della taranta (2005) di Paolo Pisanelli

La nave dolce (2012) di Daniele Vicari

Anja - La nave (2013) di Roland Sejko

SettanTA (2013) di Pippo Mezzapesa

Braccialetti Rossi (2014) di Giacomo Campiottti

Editoria[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Emittenti televisive della Puglia.
Nella regione sono pubblicati giornalmente alcuni quotidiani, i principali sono: il Corriere del Giorno, La Gazzetta del Mezzogiorno, il Nuovo quotidiano di Puglia, e Quotidiano Puglia.

Teatro

Teatro Petruzzelli di Bari
La Puglia possiede un panorama teatrale interessante e in continua crescita.

Accanto ad una solida tradizione vernacolare (radicata soprattutto a Bari e nella sua provincia) sono sorte in tempi più recenti numerose formazioni sperimentali, circolate nuove idee ed emersi nuovi interpreti, i quali hanno attratto l'interesse di compagnie teatrali nazionali: è nato così un teatro fruibile anche al di fuori dei confini pugliesi. Il territorio regionale vive dunque un processo dinamico e in continua trasformazione, la cui portata è difficile da quantificare e non troppo dissimile dal momento di fioritura che il cinema sta vivendo in Puglia, anche se certamente con meno incentivi da parte dello Stato e minor interesse da parte del pubblico.

La Puglia è una delle poche regioni italiane non dotata di alcun teatro stabile, lacuna non indifferente e che senz'altro frena la crescita del settore.

L'unico ente che disciplina e gestisce gli spettacoli dal vivo nella regione è il Teatro Pubblico Pugliese, attivo dai tardi anni 2000 e responsabile di gran parte dei finanziamenti destinati al settore: tra i suoi progetti più interessanti citiamo a titolo d'esempio Teatri Abitati, grazie al quale 12 compagnie teatrali sono riuscite ad ottenere uno spazio scenico prima inutilizzato e abbandonato per adibirlo a loro teatro.

La Puglia è dotata inoltre di alcuni spazi scenici di prim'ordine, le cui potenzialità non sono sempre sfruttate pienamente: basti ad esempio pensare al Teatro Petruzzelli (il più grande teatro privato d'Europa, restaurato nel 2008 dopo il tragico incendio del 1991), al Teatro Giordano di Foggia (recentemente restaurato e riattivato il 13/12/2014)[61], al Teatro Piccinni, al Teatro Margherita e al Teatro Team a Bari; al Teatro Traetta di Bitonto; al Teatro Curci a Barletta; al Teatro Verdi di San Severo e al Teatro Politeama Greco a Lecce.

Tra le compagnie più attive sul territorio nazionale oltre che regionale ricordiamo Teatro dei Borgia (l'ex Compagnia delle Formiche) e il Teatro Minimo.

Sul territorio regionale esiste un solo centro stabile di formazione riconosciuto per attori e registi: l'accademia teatrale ITACA, con sede a Corato (nella città metropolitana di Bari) e diretta dal regista teatrale Gianpiero Borgia. Il palcoscenico ufficiale della scuola d'arte drammatica triennale è il teatro "La Tana", avente sede nel Castello di Barletta e dotata di propria stagione teatrale. Nel 2011 l'accademia figlia del Teatro dei Borgia ha compiuto i suoi primi dieci anni di vita.

Letteratura
In epoca latina la vicinanza geografica e culturale della Puglia alla Grecia, fecero sì che diventasse un territorio di importanti uomini di cultura e terra di passaggio di tutti gli studiosi romani che si recavano nell'antico Paese ellenico per approfondire i propri studi.

Livio Andronico, poeta, drammaturgo e attore teatrale tarantino, tradusse in versi saturni l'Odissea di Omero, e fece rappresentare a Roma nel 240 a.C. un dramma teatrale che è tradizionalmente considerato la prima opera letteraria scritta in lingua latina.[62]

Quinto Ennio, pugliese di Rudiae, è stato un poeta, drammaturgo latino, considerato fra i padri della letteratura latina. Scrisse opere teatrali, un poema epico centrale nella cultura latina (gli Annales) e altre opere di vario genere.

Il brindisino Marco Pacuvio è stato un importante drammaturgo e poeta. Nato in area culturale greco-osca e nipote di Quinto Ennio, si trasferì giovane a Roma, dove intraprese a lungo l'attività di pittore (nel I secolo a.C. era ancora integro un suo dipinto nel tempio di Ercole) e di poeta, frequentando il Circolo degli Scipioni.

La posizione della regione è stata, invece, un punto di debolezza durante il Medioevo, a causa di un feudalesimo non sviluppato e dipendente da sovrani e capitali lontani.
Nel caso specifico la cultura pugliese è stata spesso riflesso della più fortunata cultura napoletana. Capitale del Meridione, la città partenopea, ospitava l'unica Università del sud Italia e rappresentava tappa obbligatoria per gli intellettuali pugliesi.
Numerosissimi sono stati i casi di intellettuali che sono partiti per luoghi culturalmente più dinamici e che non hanno fatto più ritorno nella terra d'origine, contribuendo alle attività di città come Roma, Venezia, Torino.

La mancanza di una corte, come avvenne in altre zone d'Italia, ha ridotto la vita culturale pugliese. Lodevoli eccezioni sono state la corte normanna di Federico II, il "puer Apuliae", nel XIII secolo; la corti degli Orsini Del Balzo nell'alto Salento, quella di Isabella d'Aragona e di Bona Sforza a Bari; quella degli Acquaviva a Conversano e Nardò tra il XV secolo e XVI secolo. Questi centri, insieme a centri ecclesiastici e mercantili hanno sviluppato importanti forme culturali e di innovazione capaci di dare impulso alla letteratura.

Nel corso del XVIII secolo gli intellettuali pugliesi, a differenza di quanto avvenuto a Napoli e a Milano non si sono fatti conquistare dai principi dell'Illuminismo. Un impulso in questo senso è tuttavia dato da Ferrante de Gemmis, nobile letterato, che coglie gli insegnamenti dell'amico Antonio Genovesi e fonda una Accademia Illuminista, a Terlizzi nel 1760 circa. Quando la Borghesia prende coscienza di sé, nel XIX secolo si sviluppa un'attiva cultura scientifica, giuridica, economica e amministrativa.
Nel frattempo si diffonde, in conseguenza dell'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia, come nel resto del Mezzogiorno il fenomeno del brigantaggio, grazie al quale avrà origine la cosiddetta letteratura meridionalista.[senza fonte] Questa filone culturale, si caratterizzerà in riviste come la "Rassegna Pugliese" di Valdemaro Vecchi, e sarà il punto di partenza per lo sviluppo di un'importante editoria, la Laterza.

Il XX secolo è segnato da una profonda riflessione meridionalista e da un sentito antifascismo, esempio lampante è stato Tommaso Fiore, meridionalista convinto di parte socialista, lottò sempre per le autonomie e per il federalismo meridionalista, fu guida di un gruppo di giovani intellettuali e si occupò delle condizioni del Mezzogiorno e, in particolare, di quelle dei contadini.

Sicuramente tra i massimi esponenti della cultura ritroviamo Carmelo Bene, per il contributo che ha dato all'arte drammatica italiana come attore, drammaturgo e regista. È stato stimato anche come filosofo, intellettuale, poeta e uomo di spettacolo.

Dei nostri giorni i successi editoriali di Gianrico Carofiglio, magistrato e senatore barese, che usa Bari come scenario di avvincenti romanzi.

Architettura e urbanistica

Piazza Vittorio Emanuele II e fontana dei Tritoni con alle spalle la chiesa di San Domenico a Giovinazzo
Da un punto di vista urbanistico, la Puglia si caratterizza, rispetto al resto d'Italia, per la presenza di un numero di comuni ridotto, di dimensioni demografiche e territoriali medio-grandi, salvo che nel Salento.

I comuni pugliesi hanno mantenuto la loro struttura medievale inalterata fino al XIX secolo quando i borghi, ancora chiusi nelle loro mura e torri, cominciano a espandersi. Questa situazione si verificò per due ordini di ragioni: le necessità di difesa delle città vennero meno e nello stesso tempo si registrò un aumento di popolazione che non poteva essere contenuta negli antichi borghi. In epoca moderna, la regione ha visto trasformare le sue città con alcuni esempi del periodo liberty, e le costruzioni di numerose strutture pubbliche nel periodo fascista.


Centro Storico di Giovinazzo
Musica
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: tarantella, pizzica e tarantismo.

Antonio Piccininno e Andrea Sacco, tra i più noti cantori di Carpino
Come in gran parte dell'Italia meridionale la tradizione musicale pugliese si lega strettamente a quella coreutica. Dal nord al sud della regione in passato erano diffuse danze popolari dette usualmente tarantelle, alle quali corrispondevano melodie musicali in tempo veloce. Della tradizione della tarantella pugliese resta molto attiva la scuola musicale di Carpino, piccolo centro del Gargano. La musica, probabilmente influenzata dalla cultura araba o slava, corre sul quarto di tono ed è accompagnata con la voce, la chitarra battente, la chitarra francese, le castagnole e il tamburo.

Di particolare interesse antropologico è la pizzica (o taranta), una particolare danza popolare diffusa nel Salento e nel tarantino, che si balla in coppia tra individui non necessariamente di sesso opposto. Un tempo, oltre che nelle occasioni di festa, essa veniva eseguita per giorni nell'ambito dei riti di guarigione delle tarantate, ossia delle donne che si credeva fossero state morse dalla tarantola. Gli studi compiuti dall'etnologo Ernesto de Martino, e confluiti nel fondamentale saggio La terra del rimorso (1959), hanno indagato il fenomeno del tarantismo mostrandone i nessi con l'isteria, l'epilessia, la depressione. Sebbene il fenomeno del tarantismo possa ritenersi ormai estinto, la musica che lo accompagna negli ultimi anni è stata oggetto di una straordinaria riscoperta che ha travalicato i confini regionali e che annualmente culmina nell'affollatissima Notte della Taranta di Melpignano. Un grande compositore e cantante pugliese conosciuto in tutto il mondo è stato Matteo Salvatore, i suoi generi erano il folk, la musica popolare ed era un grande interprete dei canti tradizionali del Gargano.


La statua intitolata a Domenico Modugno sul lungomare di Polignano a Mare
Importante è sottolineare il rapporto del cantautore Lucio Dalla con la regione pugliese. Il cantautore, infatti, visse per diversi anni nella città di Manfredonia dove nacque la sua grande passione per il mare e per la Puglia tanto da battersi contro le trivellazioni al largo delle coste pugliesi delle Tremiti.

Cucina
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina pugliese, cucina salentina, Vini della Puglia, Prodotti DOP, IGP, STG e IG italiani e Prodotti agroalimentari tradizionali pugliesi.

Prodotti tipici pugliesi

Cime di rape

Orecchiette

Municeddhi
Pertanto si troveranno tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dai fagioli alle lenticchie alle cicerchie, alle fave di Carpino, alla Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti e tutti i prodotti del mare, in particolare dell'Adriatico e del Golfo di Taranto; questi ultimi hanno una particolare caratteristica che li distingue, in conseguenza della particolare acqua che si rinviene nel Mar piccolo, e dalle polle di acqua dolce (chiamati citri) che si scaricano in mare, e che servono ad attutire il salmastro, ma non ad alterarne il profumo. Peraltro, anche se vi sono dei piatti comuni, le ricette variano da provincia a provincia, e talvolta, da città a città, così per esempio le ricette tipiche delle province di Bari, Brindisi e Taranto, adagiate sul mare, non sono uguali a quelle praticate nella provincia di Foggia, più collinosa, e di Lecce, più terragna.

Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè in primavera e in estate, viene data preferenza alle verdure e al pesce, mentre nelle altre predominano i legumi, la pasta fatta in casa condita con vari sughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.

Il piatto più tipico è quello delle "Orecchiette al ragù di carne", la cui ricetta è ormai diffusa in tutti i ricettari, ma non sono meno conosciute le "Orecchiette con le cime di rapa", la "cicoria con la purea di fave", e quelle che ricollegano il territorio al Mediterraneo, come i "Cavatelli con le cozze", il "Risotto ai frutti di mare", il "Polpo alla griglia" o il riso al forno alla barese chiamato pure riso, patate e cozze. Tra i piatti tipici del Salento vi sono i "municeddhi", gli involtini con interiora di agnello (variamente denominati e presenti anche nel foggiano col nome di "torcinelli"), i "ciceri e tria" e i "pezzetti di cavallo" al sugo.

Città simbolo della variegata cultura gastronomica pugliese è senz'altro Ceglie Messapica, che con i suoi diversi ristoranti stellati presenti nelle più importanti guide del settore, la scuola internazionale di gastronomia, ed un territorio ricco di oltre 100 biodiversità tipiche in campo alimentare, si pone come capitale gastronomica pugliese nota in campo nazionale e internazionale.[senza fonte]

Per quanto riguarda la carne, famosa è quella della Valle d'Itria, in particolare dei centri di Martina Franca (con l'unico esempio di norcineria pugliese), dove si produce il tipico capocollo, Cisternino e Crispiano.

I prodotti DOP pugliesi includono:

Gli agrumi arancia del Gargano, limone femminiello del Gargano e clementine del Golfo di Taranto
La Bella della Daunia (detta anche Bella di Cerignola)
L'olio d'oliva nelle denominazioni Dauno, Terra di Bari, Collina di Brindisi, Terre Tarentine e Terra d'Otranto
Il pane di Altamura
Il caciocavallo silano e il canestrato pugliese
Numerosi sono anche i vini pugliesi DOC, DOCG e IGT.

La Notte della Taranta a Melpignano

Il Carpino Folk Festival

Costruzione di una maschera in cartapesta dedicata al Presidente Vendola, dal bozzetto alla pitturazione al Carnevale di Massafra
Bari International Film Festival a Bari (febbraio-marzo)
è il festival internazionale del cinema e della cultura cinematografica di Bari. Nato nel 2009, è oggi promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e patrocinato dal Presidente della Repubblica Italiana. Ha ospitato un buon numero di anteprime nazionali, premiato parecchi artisti italiani ed è solitamente accompagnato da iniziative culturali parallele per tutta la settimana dedicata all'evento. La direzione artistica è affidata a Felice Laudadio; il presidente della manifestazione è invece il regista Ettore Scola.
Festival del Cinema Europeo a Lecce (aprile)
È un susseguirsi di proiezioni nell'arco di una settimana, fino ad arrivare alla serata di consegna dell'Ulivo d'oro ad attori e registi internazionali del grande schermo.
Salento finibus terrae festival a San Vito dei Normanni (fine luglio)
È una rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi e si presenta con una formula originale: promuove e premia i corti dividendoli in tre categorie: "Registi pugliesi", "Registi italiani" e "Registi internazionali".
Festival della Valle d'Itria a Martina Franca (luglio-agosto)
È un festival lirico, nato nel 1975, che propone titoli inediti e programmi di raro ascolto. Il programma prevede, nell'arco di tre settimane, opere riscoperte e rivelate, capolavori dimenticati del ricco patrimonio operistico italiano ed europeo, interpretazioni musicali celebri, affermazioni di giovani cantanti ed esibizioni di importanti interpreti.
Carpino Folk Festival a Carpino (prima decade di agosto)
È il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni nato in omaggio alla musica popolare di Andrea Sacco e dei Cantori di Carpino.
Tralcio d'oro a Mariotto, frazione di Bitonto (luglio-agosto)
È minifestival canoro a cui partecipano concorrenti di età compresa tra i sei e i tredici anni, che conobbe la sua prima edizione nel lontano 1974 e in quegli anni ci furono altre due edizioni, nel 1975 e nel 1977. Dopo una sosta durata quindici anni, fu ripreso nel 1993 e da allora non ha conosciuto altre interruzioni. Nato senza pretese, con lo scopo di promuovere, attraverso il canto e la musica, l'uva prodotta nella frazione bitontina e di contribuire allo sviluppo turistico della zona, oggi è diventato un concorso per bambini di interesse nazionale.
Notte della Taranta nei comuni della Grecìa Salentina (agosto)
È un festival di musica popolare salentina, dove la pizzica tradizionale e quella rivisitata incontrano le musiche tradizionali nazionali e internazionali. Consiste in un tour per i paesi della Grecìa Salentina e per altri comuni del Salento, che si conclude con il concertone finale a Melpignano che dura fino alle prime luci del mattino.
De Finibus Vocis a Tricase (agosto)
Il De Finibus Vocis è un concorso canoro nazionale annuale promosso dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca che si prefigge di dare spazio ai giovani talenti che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo.
Salento International Film Festival a Tricase (agosto)
È un festival cinematografico del cinema indipendente, organizzato dall'associazione CineSalento. Si articola nelle tre sezioni: "Lungometraggi world cinema", "Documentari", "Cortometraggi".
Murgia International Film Festival a Gravina in Puglia (settembre)
È un festival cinematografico dedicato ai cortometraggi, organizzato dall'associazione ViagrA'. La sua prima edizione risale al 2006. Nell'edizione 2010 (nel Castello Federiciano di Gravina) si articola nelle sezioni: "Potere","Cortolibero, "Documentari", "Videoclip","Fuoriconcorso" e "Omaggio alla Spagna".
Castel dei Mondi ad Andria (agosto-settembre)
È un festival internazionale che presenta un'anteprima a luglio ed è interamente dedicato al teatro. Per più di una settimana, nella dimora federiciana di Castel del Monte e in vari monumenti e piazze del centro storico di Andria, si svolgono spettacoli di ogni tipo e in contemporanea tra loro.
I Dialoghi di Trani a Trani (giugno)
È un festival letterario in cui si siedono intorno a un tavolo, nel castello svevo della città, persone di diverso orientamento e di diversa provenienza. Esse si confrontano intorno al libro, riguardo alla società che esso rappresenta in ogni sua problematica, per riflettere proprio sul rapporto tra cultura e società.
Città del Libro a Campi Salentina (ultima settimana di novembre)
È un festival letterario: la rassegna nazionale degli autori e degli editori presenta una nutrita esposizione della grande e media editoria italiana e si propone come occasione per riflettere sulle sfide dei nostri tempi, utilizzando le formule consuete dell'incontro con l'autore, il cinema e il teatro, nonché tavole rotonde, mostre, laboratori e concorsi. Forte è il coinvolgimento del pubblico e in particolare delle scuole.
Alba dei Popoli a Otranto (dicembre)
È una rassegna di arti, culture, ambiente, musica e spettacoli e si svolge nell'ambito dell'Otranto Festival.
Alterfesta a Cisternino (agosto)
È un festival musicale organizzato dal circolo Arci "Alter", con ospiti del panorama nazionale e internazionale.
Premio "Leonardo Azzarita" - maggio- giugno di ogni anno, organizzato dall'associazione senza fini di lucro dedicata al giornalista molfettese
Disfida di Barletta a Barletta (settembre)
Rievocazione della Storica battaglia tra Italiani e Francesi avvenuta il 13 febbraio 1503.
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